MAGLIOLO

SV26

Provincia
LIGURIA
Provincia
SV
Descrizione
Le grotte di Magliolo sono conosciute da tempo immemore, negli anni “44-45 sono state rifugio dei Partigiani di zona.
Verso la fine anni “60 il Gruppo Ingauno esplora la zona marginalmente. Solo negli anni 70 il Gruppo Grotte Genova esplora sistematicamente la zona, facendo anche un’interessante pubblicazione.
Dall'anno 1989 ad oggi il Gruppo Grotte Borgio Verezzi esplora la zona più sistematicamente.
Un area carsica che pareva avere solo grotte di origine tettonica o cavità figlie di un carsismo giovane, ha dimostrato invece di avere un’idrologia interessante e un carsismo sviluppato.
Superficie interessata (ha)
240
Comuni
Magliolo
Bacino imbrifero
Maremola
Caratteristiche geolitologiche
Calcari e Dolomia di S. Pietro ai Monti.
Caratteristiche geomorfologiche
Sperone calcareo ripido che domina l'alta Val Maremola: due piccoli canyons e qualche picco dolomitico; mancano però vere e proprie forme carsiche.
Caratteristiche idrogeologiche
L’area carsica non è costituita da un unico e omogeneo complesso carbonatico, ma da più “strutture calcaree” separate fra loro dai Porfiroidi del Melogno impermeabili.
La maggior parte delle cavità risentono nel loro sviluppo dell’intensa attività tettonica che ha profondamente influenzato la morfologia, frequenti infatti sono le grotte con andamento delle gallerie e delle fratture verticali impostate lungo diaclasi allineate secondo le prevalenti dislocazioni regionali sopratutto nella regione della Cascina dell’Erscia dove i pozzi delle grotte verticali non sono altro che le diaclasi che tagliano il versante, spesso le acque raccolte da queste profonde fratture alimentano una risorgenza temporanea presso la Cà del Lupo.
Molte cavità della zona costituiscono il residuo di un reticolo ipogeo ormai fossile e sospeso a mezza costa lungo versanti profondamente incisi dall'erosione fluviale.
Discorso diverso sulla valle opposta quella del rio Isorella dove sono presenti tre emergenze importanti due delle quali sono delle grotte Murgantin ed Ermellino, nel letto del Rio Rinazzo si trova una risorgenza a polla di portata notevole circa 400 l/s.
Si è sempre supposto che le grotte risorgenti di questa area fossero semplici sistemi dovuti alle perdite del rio principale Isorella, ma le forti circolazioni idriche anche in periodo di secca, e le colorazioni effettuate hanno dimostrato che le risorgenze drenano delle perdite in zona Marenco e Rio Isoppo con percorrenze veloci e dislivelli importanti circa 250-300 m di dislivello, le aree assorbenti di fatto si trovano a circa quota 800-900 m s.l.m. numerosi inghiottitoi drenano le acque superficiali, in alcune zone sono presenti importanti fenomeni di carsismo superficiale molto fratturato, che rende molto rapido il deflusso verso vie sotterranee.
La zona delle emergenze rappresenta di fatto il fondo del sistema carsico.
La grotta dell’Ermellino è forse quella che meglio rappresenta il carsismo profondo della zona con la prima parte della grotta ad andamento orizzontale con una grande galleria freatica, poi via via più stretta ed in forte discesa, parzialmente ostruita da detrito e concrezionamento verso al quota del fondo, dove si incontra un ringiovanimento freatico più piccolo ove scorre il rio interno della grotta, in un passato la morfologia era diversa e la grotta non era altro che una risorgente di tipo “Valclusiano” questo testimonia l’idrologia importante della valle, che oggi vive con portate idriche meno significative.
Caratteristiche speleologiche
La documentazione riguardo le esplorazioni in Val Maremola inzia con le ricerche del Gruppo Grotte Genova nel 1975 con la loro pubblicazione sulle grotte di Magliolo.
L’area carsica è comunque stata visitata saltuariamente dal Gruppo Ingauno che scende alcuni Pozzi nella zona Cà dell’Erscia negli anni “60.
Solo a cominciare dal 1985-89 il gruppo Grotte Borgio Verezzi comincia timidamente a rivedere le grotte della zona concentrandosi presso la Cascina dell’Erscia scendendo La Tana dei Bronzi riarmandola, ed esplorando la vicina Buran del Grillo dove viene scoperto ed esplorato un’ramo nuovo di 70 m.
Gli anni a seguire sempre il GGBV scende e rivede sistematicamente tutte le grotte della zona rinvenendo molte grotte nuove ed aggiungendo sviluppo alle cavità già conosciute, saltuariamente la valle vede anche la presenza del gruppo CAI Imperiese che rileva ed esplora la Grotta Bianchi.
Nel 1997 il GGBV concentra le sue ricerche nella valle Isorella dove nella grotta dell’Ermellino trova un ramo freatico nuovo di 100 m in presenza di forte circolazione d’aria.
Due anni dopo trova la prosecuzione nella Grotta del Murgantin oltre il sifone terminale allungando la grotta di 120 m.
Nel 1999 vengono effettuate delle colorazioni con lo Speleo Club Sanremo che determinano più chiaramente il complesso sistema idrologico della valle.
Sempre negli stessi anni vengono individuate diverse cavità nuove nella valle Isorella.
Copertura vegetale e uso del suolo
Praterie e colture in stato di semiabbandono; idem per i castagneti. Nelle zone più alte ed impervie, bosco ceduo di latifoglie.
Altre caratteristiche
Probabile frequentazione umana già nel Neolitico.
Presente nella frazione di Isallo un’antica ferriera che sfruttava le rocce Porfiroidi per l’estrazione del ferro, nella area del Bric il Pizzo sono presenti notevoli fenomeni carsici con tutte le forme classiche, singolari dei profondi karren a misura “d’uomo”, così come tutta l’area dei balzi rossi che mostra un profondo sconvolgimento geologico dovuto alla faglia presente nella valle.
Note
Alla luce degli aggiornamenti cartografici e delle nuove acquisizioni geologiche e geomorfologiche realizzate sul territorio a seguito della pianificazione territoriale in Liguria, si rende necessaria una nuova perimetrazione dell’area carsica, ritenuta insoddisfacente e non congrua alla realtà esistente già in occasione della mappatura delle aree carsiche realizzata per la L.R. 14/90.
Necessaria una validazione completa secondo gli standard odierni dei posizionamenti delle grotte fino ad oggi note.
Necessaria anche una verifica dei rilievi delle grotte ad oggi conosciute.
Necessarie colorazioni in alcuni corsi d’acqua ipogei allo scopo di individuare le direzioni di circolazione. CTR 10000:228150
245030
Inquadramento geografico
L’area carsica dell’alta Val Maremola presenta un'estensione di circa 240 ha ed è formata da diversi affioramenti calcarei.
L’areale si diparte dal massiccio montuoso, culminante con la vetta del monte Agnellino (1300 m s.l.m.); è percorso da una incisione valliva principale (torrente Slige, poi Rinazzo e Garrone) ed altre rivi secondari, caratteristica predominante sono le incisioni vallive brevi e molto scoscese. La morfologia presenta versanti fortemente acclivi, soprattutto in corrispondenza delle stratificazioni verticali, con un addolcimento del rilievo in corrispondenza degli affioramenti calcarei stratificazioni orizzontali.
Nell'area carsica sono presenti sporadiche abitazioni sopratutto nel fondovalle dove esisteva un’antica ferriera.
Inquadramento geologico
Le unità presenti in Val Maremola sono tributarie del dominio Brianzonese-Ligure, predominano nell'area i calcari appartenenti alla formazione delle Dolomie di San Pietro ai monti in bancate molto pure, affiorano anche nel fondovalle formazioni di calcari di Val Tanarello, dove si trovano le principali emergenze.
Presenti a limitare i confini dell’area carsica i Porfiroidi del Melogno dove in alcuni casi particolarmente interessanti sono sovrascorsi sopra alle Dolomie con bancate molto sottili 5-10 m.
Presso il fondovalle i calcari Dolomitici appoggiano sulla formazione delle Quarziti di Ponte di Nava.
Le principali Linee tettoniche sono orientate Ovest-est, importante e la faglia del rio Garrone-Balzi Rossi che influisce fortemente sul comportamento tettonico della zona, il suo movimento ha generato profonde fatturazioni sul versante ovest del Bric Pizzo orientate ovest-nord.

Grotte conosciute in quest'area: 22


LI1817 GROTTA SOPRA I MURGANTIN wgs84: 44.2143372N 8.2124498E Q.
LI757 TANA DEL PARTIGIANO wgs84: 44.2184574N 8.1920208E Q.
LI1810 GROTTA BIANCHI wgs84: 44.21438N 8.21242E Q.
LI568 NUMERO CANCELLATO Q.1490
LI1236 GROTTA DEL PIZZO wgs84: 44.2113702N 8.195585E Q.770
LI1228 TANA DEL CARBONARO wgs84: 44.206802N 8.2131448E Q.460
LI1220 TANA DEL LINO wgs84: 44.2209516N 8.2010255E Q.700
LI1012 BURANCHETTO DI ISORELLA wgs84: 44.2148453N 8.1981414E Q.750
LI1011 DIACLASINA DI ISORELLA wgs84: 44.2154108N 8.1978959E Q.760
LI978 TANA INFERIORE DEL PARTIGIANO wgs84: 44.2181764N 8.1917493E Q.830
LI765 GROTTA DEL MURGANTIN wgs84: 44.2145679N 8.2086976E Q.
LI570 TOMBA DELLA CAPRA wgs84: 44.210124N 8.1886927E Q.840
LI567 BURAN DEL GRILLO wgs84: 44.2080525N 8.1974826E Q.720
LI547 TANA JOSKA wgs84: 44.2088016N 8.1964711E Q.750
LI505 TANA ISORELLA wgs84: 44.2186616N 8.1967125E Q.880
LI504 TANA BELLA wgs84: 44.2083702N 8.1965771E Q.740
LI503 TANA WILMA wgs84: 44.2111585N 8.1936477E Q.760
LI502 TANA DELLO SCOIATTOLO wgs84: 44.2074175N 8.1968028E Q.700
LI501 TANA DEL CANE wgs84: 44.2098079N 8.1949053E Q.780
LI498 TANA DELLE ROCCHE wgs84: 44.2090833N 8.1955661E Q.760
LI497 TANA DEI BRONZI wgs84: 44.2077574N 8.1964978E Q.720
LI496 GARBO DEL BOBBO wgs84: 44.2024031N 8.1942929E Q.660