MONTE GAZZO

GE33

Provincia
LIGURIA
Provincia
GE
Descrizione
L’area carsica è caratterizzata dalla presenza di numerose cave in attività o dismesse, prevalentemente coltivate per l’estrazione di inerti, pietre ornamentali, componenti per la produzione di calce e cemento, blocchi da scogliera. La superficie destinata alla coltivazione delle cave raggiunge i 0.7 Km2, circa il 54% dell’intera area carsica. Tutte le cave sono impostate nella formazione delle Dolomie, con massima concentrazione in corrispondenza del medio versante destro del torrente Chiaravagna, alle pendici del Monte Gazzo.
Superficie interessata (ha)
130
Comuni
Genova
Bacino imbrifero
Fosso Bianchetta, Rio Cassinelle, Torrente Chiaravagna
Caratteristiche idrogeologiche
L’area carsica è costituita da un unico e omogeneo complesso carbonatico, costituito quasi interamente dalle Dolomie; solo nella parte occidentale affiorano ridotte bancate calcaree di modesta estensione e valenza speleologica. La maggior parte delle cavità risente nello sviluppo spaziale dell’intensa attività tettonica che ha profondamente influenzato la morfologia superficiale e profonda dell’area; frequenti infatti sono le grotte con andamento delle gallerie impostato lungo nette diaclasi allineate secondo le prevalenti dislocazioni regionali.
Non si ha conoscenza di studi volti alla conoscenza di eventuali reticoli idrografici ipogei, attività resa ulteriormente difficoltosa dalla presenza di alcuni ingressi ubicati all’interno delle aree di cava (Grotta Rossa, Grotta del Falco, Grotta della Bocca delLeone, Tana du Brigidun, quest’ultima quasi del tutto cancellata dall’avanzata del fronte di coltivazione di cava Buzzi).
Caratteristiche speleologiche
Nell’area carsica sono attualmente conosciute 29 grotte per uno sviluppo totale di 1070 m.
La cavità più alta in quota è il Buco della Strada 950 Li/GE, a 395 m, la più bassa è la Grotta Argillosa 940 Li/GE, a 70 m.
Nella tabella seguente sono riportate le maggiori grotte dell’area per profondità e sviluppo:

LE GROTTE PIU’ PROFONDE Dislivello LE GROTTE PIU’ LUNGHE Sviluppo
Abisso do Brigidun -80,00 Grotta della Bocca del Leone 200,00
Grotta del Falco -50,00 Grotta delle Marmitte 160,00
Grotta della Bocca del Leone -45,00 Grotta Silvio Daneri 150,00
Diaclasi dei Quindici - 15,00 Grotta del Falco 110,00
Pozzetto del Paletto -10,00 Abisso do Brigidun 90,00
Pozzetto sul Torrente Bianchetta -10,00 Grotta del Monte Gazzo 40,00
Pozzetto Argilloso -8,00 Grotta della Gianchetta 37,00
Grotta della Gianchetta -7,00 Grotta Superiore della Gianchetta 37,00
Copertura vegetale e uso del suolo
L’attività estrattiva della dolomia del M. Gazzo risale addirittura all’alto Medioevo. A testimonianza del processo di trattamento del materiale estratto dalle aree di cava rimangono le vecchie fornaci o calcinaie, antichi forni per la cottura del materiale calcareo da cui si otteneva con metodo artigianale la calce. Sono costituite da campane isolate, del diametro di due o tre metri, dalla forma chiusa, entro le quali si cuoceva la pietra calcarea.
Nella zona di Panigaro, sono presenti un paio di questi forni adibiti alla cottura della “dolomia”, ancora in ottimo stato di conservazione.
La sommità del Monte Gazzo è luogo di culto fin dal XVI secolo, quando vi fu elevata una grande croce di legno, poi sostituita durante la peste del 1657 da una statua della Madonna. L’attuale santuario della Madre di Misericordia, cara ai Sestresi, deriva dall’ampliamento di una cappella eretta nel corso del XVIII secolo e successivamente modificata.
Durante la pestilenza del 1656-57 la popolazione sestrese trovò rifugio sul M. Gazzo e nelle sue grotte, evitando così ulteriori contagi e vittime, già numerosissime. I sopravvissuti, riconoscenti per la grazia ricevuta, eressero una nicchia a protezione della statua della Madonna collocata in vetta.
In alcuni locali recentemente restaurati di proprietà del Santuario, ha sede il museo Speleologico del Monte Gazzo che, nonostante le dimensioni ridotte, ospita interessanti ricostruzioni degli ambienti carsici del monte ed alcuni reperti fossili del Quaternario, tra cui ossa di un orso delle caverne e di una tigre dai denti a sciabola.
Da anni è prevista la realizzazione del Parco Urbano del Monte Gazzo sotto l’egida del Comune di Genova che, insieme alla valorizzazione dell’area come “polmone verde”, dovrebbe prevedere una bonifica delle aree dismesse dall’attività estrattiva.
Note
CTR 10000:213.110, 213.150

Immagine
Bibliografia
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- Anonimo; “Grotta Rossa”; Speleorama; n° 6; pag. 19-21; 1993-1996
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- Speleo Club Ribaldone; “Il Monte Gazzo”; Speleorama; n° 1; pag. 4; 1975
- Speleo Club Ribaldone; “Il Monte Gazzo e la speleologia”; Speleorama; n° 1; pag. 5; 1975
- Speleo Club Ribaldone; “Antro delle Marmitte”; Speleorama; n° 2; pag. 9; 1976
- Speleo Club Ribaldone; “Grotta "Silvio Daneri"”; Speleorama; n° 2; pag. 15; 1976
- Speleo Club Ribaldone; “Grotta del Falco”; Speleorama; n° 2; pag. 20; 1976
- Speleo Club Ribaldone; “Grotta Rossa”; Speleorama; n° 2; pag. 24; 1976
- Speleo Club Ribaldone; “Monte Gazzo - "lo Scrigno", una grotta dieci anni dopo”; Speleorama; n° 4; pag. 11; 1950
Inquadramento geografico
L’area carsica di Monte Gazzo raggruppa solo una parte dell’allungato affioramento delle omonime Dolomie, estese verso nord ancora per oltre 2.5km, in direzione del confine con la media val Polcevera ed in parte ricadenti nell’area carsica GE 34.
Dalla cima del celebre Santuario della Madonna del Gazzo, posto alla quota di 432.4m si dominano i versanti digradanti a nord verso l’allineamento di M. Spassola (439.5m) e la frazione di Fornace-Bianchetta (112.0m), a est verso l’asta fluviale del Fosso Bianchetta che dopo la confluenza con il rio Cassinelle forma il Torrente Chiaravagna, attraversando gli abitati di Panigaro (45.0m) e Buxio-Ronco, a sud verso la linea ferroviaria Genova-Acqui a ridosso dell’abitato di Sestri Ponente a occidente infine verso il crinale che da Sestri Ponente risale verso il M. Spassola, formando lo spartiacque con la confinante vallata del piccolo rio Cantarena.
Inquadramento geologico
Le litologie interessate da fenomeni carsici affioranti nell’area in questione sono costituite da due formazioni:
□ i Calcari e i Calcari selciferi (Calcari di Lencisa e Calcari di Gallaneto), costituiti da elementi carbonatici composti da biocalciruditi, biocalcareniti, calcari grigi selciferi, calcari arenaceo marnosi e scisti neri argilloso-marnosi. Gli affioramenti sono distribuiti lungo il limite superiore delle dolomie e si susseguono a partire dalla località Sorripa sino alla cava Gneo e con un ulteriore lembo sotto località Casarossa; l’età varia dal Retico al Liass inferiore, con datazioni confermate anche dal rinvenimento di macrofossili nella zona di Lencisa. Le giaciture di questa formazione e di quella precedente seguono di massima l’andamento delle dolomie, e sono pertanto orientate N-S con pendenze prossime alla verticalità. Nell’area in oggetto affiorano marginalmente nella parte occidentale del fondovalle, in sottili strisce allungate nord-sud;
□ le Dolomie e i Calcari dolomitici, costituiti da una potente serie (spessore fino a 250 metri) di dolomie e calcari dolomitici di età Triassica Superiore (Carnico e Norico - “Dolomia Principale”). Il bacino del torrente Chiaravagna espone uno dei più cospicui e spettacolari affioramenti nella massa di Bric del Gazzo; qui le dolomie si presentano in bancate massicce, stratificate con una certa regolarità, orientate N-S con oscillazioni di una decina di gradi ora verso E ora verso W e con andamento praticamente verticale. Sono presenti anche brecce intraformazionali, strati di calcari marnosi (nella parte alta) e resti fossili relativamente frequenti. L’affioramento si restringe bruscamente nella valle del rio Bianchetta, dopo la cava Gneo, e prosegue con continuità verso Bric Cappa, S. Pietro ai Prati e case Tuio, dove assume spesso caratteri di breccia dolomitica vacuolare di origine evidentemente tettonica.

Grotte conosciute in quest'area: 27


LI946 POZZETTO DEL PALETTO wgs84: 44.4437102N 8.8492074E Q.300
LI956 GROTTA DEL LATTE DI MONTE wgs84: 44.446488N 8.8453184E Q.310
LI955 GROTTA DEL CITTINO wgs84: 44.4471389N 8.8464444E Q.254
LI128 TANNA DO BRIGIDUN wgs84: 44.4378767N 8.845874E Q.170
LI953 POZZETTO MICROBO wgs84: 44.4387101N 8.8492075E Q.280
LI942 GROTTINA ARGILLOSA wgs84: 44.4362444N 8.8521315E Q.72
LI941 POZZETTO ARGILLOSO wgs84: 44.4362444N 8.8521315E Q.80
LI940 GROTTA ARGILLOSA wgs84: 44.4362444N 8.8521315E Q.70
LI947 DIACLASI DEI QUINDICI wgs84: 44.443N 8.8484056E Q.370
LI401 GROTTA DEL MONTE GAZZO wgs84: 44.4409167N 8.85075E Q.270
LI949 GROTTA SILVIO DANERI wgs84: 44.4377778N 8.8513056E Q.200
LI1790 DIACLASI CON PORTA E FINESTRA wgs84: 44.4397222N 8.8480556E Q.
LI954 ABISSO DU BRIGIDUN wgs84: 44.437989N 8.84777E Q.210
LI1792 DIACLASI BASSA DEL BRIGIDUN wgs84: 44.438012N 8.8476E Q.194.67
LI943 GROTTA DELLE MARMITTE wgs84: 44.4377222N 8.8511389E Q.210
LI1793 DIACLASI DELLA CAVA BUZZI wgs84: 44.4386374N 8.8476757E Q.
LI950 BUCO DELLA STRADA wgs84: 44.4427778N 8.8463889E Q.400
LI471 GROTTA ROSSA wgs84: 44.4400006N 8.8507015E Q.233
LI1393 GROTTA DELLO SCOLATOIO wgs84: 44.4425833N 8.8464444E Q.372
LI951 GROTTA DELLO SCRIGNO wgs84: 44.4359722N 8.8521389E Q.120
LI952 GROTTA DELLO SCORPIONE wgs84: 44.4359444N 8.8524722E Q.109
LI470 GROTTA DEL FALCO wgs84: 44.4399N 8.8506E Q.270
LI472 TANA DEL PARTIGIAN0 wgs84: 44.4399N 8.85084E Q.270
LI473 TANA DEI FALCHI wgs84: 44.4399N 8.85083E Q.270
LI474 TANA DELLO SCIVOLO wgs84: 44.4399N 8.85086E Q.270
LI475 GROTTINA DEI CORALLI wgs84: 44.43936N 8.85034E Q.200
LI948 DIACLASI DEL TUBO wgs84: 44.4434722N 8.8479722E Q.349