Nome ROCCA DELLE FENE ACARCOD SV27 Provincia SV Bacino imbrifero Maremola Comuni PIETRA LIGURE, TOVO S.GIACOMO, GIUSTENICE Superficie interessata (ha) 110 Quota massima 199 Quota minima 5 Descrizione dell'area La piccola area alle spalle del centro storico (comprendente l’enclave alle spalle di Ponte Varè), con una superficie di oltre 110 ettari (in realtà è da estendersi al piccolo affioramento carsificato del Castello di Pietra, posto oltre l’Aurelia e la ferrovia), per quanto fortemente alterato dalla prolungata azione antropica, mostra una levata carsificazione, specie ereditata. Inquadramento geografico L’area si sviluppa lungo il versante destro (idrografico) della bassa Val Maremola: la maggiore elevazione è la Rocca delle Fene (o M. Trabocchetto) a quota 199 m (a ca. 800 m dal mare); l’asse della collinetta è sviluppato ca. da SSE a NNW su una lunghezza di ca. 1,5 km (sino grossomodo all’altezza dell’autostrada). La morfologia è acclive su tutti i lati per l’isolamento del blocco calcareo rispetto ai più erodibili litotipi circostanti, anche se le falesie dei lati occidentale e meridionale sono legate principalmente ai lavori delle cave. La morfologia decisamente dolce, subpianeggiante del settore sommitale sembra indicare una superficie di spianamento ereditata. L’azione antropica nell’ultimo secolo è stata particolarmente intensa, con una serie di cave (specie dell’Italcementi) per pietra da cemento, costruzione e per massicciate e dighe; nel dopoguerra è iniziata una progressiva espansione edilizia, mentre dal settore sommitale al versante orientale si è estesa una grande discarica (ora chiusa) che ha modificato la morfologia di quest’area. La piccola zolla di Ponte Varè, fortemente acclive, con limitate. Inquadramento geologico Il settore di Rocca delle Fene è sviluppata nei calcari puri, a zone marmorei, della Formazione dei Calcari di Val Tanarello (Malm, Giurassico superiore) dell’Unità di Mote Carmo del Dominio paleogeografico del Brianzonese ligure, fortemente fratturati. La zolla di Ponte Varè è costituita dai calcari dolomitici della Formazione delle Dolomie di S. Pietro dei Monti (U. di M. Carmo), circondati dai porfiroidi del Melogno (Permico medio?-Carbonifero sup.?) ed, in parte, da quarziti ed anageniti (Form. Verrucano brianzonese). Caratteristiche speleologiche Data l’originaria, prevalente, copertura vegetale dell’area le caratteristiche del carsismo sono state evidenziate proprio dall’azione antropica. Alla Rocca delle Fene il carsismo è particolarmente evoluto: in superficie modeste sono le solcature e le incavature di dissoluzione chimica (notabili anche nel roccione del castello), in profondità intense sono le evidenze di corrosione (secondariamente di erosione) con fessure (tipo microfusoidi) ellittiche, allungate lungo i piani di frattura, le microcavità, le incavature, con marcati, diffusissimi, depositi calcitici, sia colate, sia formazioni stalattitiche; connessi a queste morfologie costanti i depositi di “terra rossa”. Si tratta di un carsismo in gran parte ereditato, a genesi almeno plio-pleistocenica (ma alcune modeste canalizzazioni di tipo freatico sono sicuramente cenozoiche, anteriori al Pliocene medio-sup.); buona parte dei depositi litogenetici paiono connessi ai periodi caldi pleistocenici-tardopliocenici. La Grotta del Trabocchetto (oltre alle cavità minori) evidenzia morfologie erosivo-corrosive legate a falda freatica carsica, indicativamente cenozoica (significativi i processi clastici e litogenetici). Nella zolla di Ponte Varè non sono presenti fenomeni carsici superficiali: la grotta omonima è caratterizzata da modeste morfologie erosive (oltre alla corrosione delle acque di percolazione) e depositi litochimici con colate (oltre a stalattiti ormai completamente distrutte). Caratteristiche idrogeologiche (idrologia) Nell’area della Rocca delle Fene l’assorbimento è disperso con rapidi drenaggi in profondità: mancano scorrimenti idrici superficiali. Data la posizione dei calcari che si immergono aldisotto del livello del mare mancano sorgenti in superficie: i drenaggi ipogei (in relazione alle condizioni strutturali, con immersioni prevalentemente meridionali dell’affioramento carbonatico) sembrano tributari della falda subalvea del basso Maremola) con possibili deflussi sottomarini. Caratteristiche geomorfologiche (carsismo) Un tempo l'area doveva costituire un esempio di carso coperto ma secolari interventi antropici la presentano oggi quasi priva di vegetazione con brulli pendii carsici interrotti da balze rocciose Copertura vegetale e uso del suolo (ambiente) La copertura vegetale, con settori a lecceta e, marginalmente, a pino d’aleppo, è soprattutto antropica, con coltivazioni specie sui bassi versanti orientali. Presenza di Macchia mediterranea, vegetazione di rupi e ghiaioni. Caratteristiche geolitologiche Calcari di Val Tanarello e Dolomie di S Pietro ai Monti Altre caratteristiche Probabile castellaro preistorico sulla Rocca delle Fene. Resti paletnologici dell'Età del Bronzo alla caverna di ponte di Varè; resti di frequentazione umana alle Cavernette Borro Bibliografia CALANDRI G. (2011). Le acque carsiche del Finalese e della Val Maremola. Caratteri idrogeologici e chimico-fisici. G.S. Imperiese CAI, Regione Liguria: 1-128.
ISSEL A. (1885). Caverne ossifere del Loanese e del Finalese. Boll. Palet. Ital., Parma, 11 (7-8): 97-162.
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Comunità montana Pollupice
Compilatori Gilberto CALANDRI (G.S. Imperiese CAI); Enrico MASSA (G.S. Savonese)

Bibliografia

Grotte conosciute in quest'area: 4


92 GROTTA DEL PONTE DI VARA SV.R.180 SV.PL.0 ES.0 P.5 wgs84: 44.1663647N 8.27498246E Q.11
469 GROTTA DEL MONTE TRABOCCHETTO SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.15543436N 8.27630438E Q.170
764 GROTTA T 3 SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.2 wgs84: 44.15543436N 8.27630438E Q.0
1080 GROTTA DEL TRABOCCHETTO SV.R.152 SV.PL.114 ES.0 P.14.05 wgs84: 44.15471259N 8.2760631E Q.190