Nome PREARBA ACARCOD IM8 Provincia IM Bacino imbrifero Arroscia Comuni REZZO, PORNASSIO, PIEVE DI TECO Superficie interessata (ha) 528 Quota massima 1445 Quota minima 600 Descrizione dell'area Si tratta di un’area carsica modesta, come dimensioni e tipologia del carsismo, rispetto ad altre zone del Flysch ad Elmintoidi carbonatico (come le aree del Pizzo d’Evigno, del M. Faudo e del Saccarello-Frontè) che, pur proposte nella prima stesura delle aree carsiche regionali, non sono state recepite per motivi di areali. Tuttavia il settore del Prearba presenta interessi idrogeologici e morfogenetici con il sistema delle Vie Burche, e, secondariamente per quelle del Ruchin. Inquadramento geografico E’ un allungato ( ca, 5 km) crinale ad asse Ovest-Est, che separa il bacino dell’alta Arroscia (a Nord) da quello della Giara di Rezzo (a meridione): modesto lo sviluppo dei versanti (specie quelli settentrionali). Questa topografia ha determinato marcate diversità climatiche, pur con precipitazioni medie annue simili, intorno ai 1000 mm. Sul lato a settentrione, scarsamente antropizzato, temperature più rigide, marcata permanenza della neve; i pendii a meridione sono stati marcatamente antropizzati per le condizioni climatiche più favorevoli (agli ovvii aspetti climatici si aggiungono minore acclività, maggiore insolazione ed una certa disponibilità di risorse idriche).
Le strutture plicative del flysch hanno controllato morfologie assai acclivi sui due versanti, cui si contrappone una morfologia più morbida, con tratti arrotondati (in parte legati alla percolazione carsica) nella fascia di crinale.
La copertura vegetale, pur mantenendo alcune fasce prative nei settori più elevati, è caratterizzata da una netta espansione delle tipologie arboree ed arbustive: prevalgono boschi a caducifolie, specie roverella, carpino, aceri ecc. In contrazione il castagno, rare le conifere.
Comunque la continuità di copertura humico-vegetale (malgrado le notevoli alterazioni antropiche) non permettono di individuare morfologie carsiche superficiali, a parte modeste forme tipo Rundkarren, messe in luce proprio dall’uomo.
Inquadramento geologico Tutta l’area carsica del Prearba è costituita dagli affioramenti del Flysch ad Elmintoidi di S. Remo dell’Unità tettonica di S. Remo-Saccarello (depositati nel Cretacico sup. sul fondo dell’ Oceano ligure-piemontese). Il Flysch di S. Remo-Saccarello è una falda di sovrascorrimento, traslata (ca. verso occidente) per un centinaio di chilometri sino a ricoprire buona parte della Provincia di Imperia.
Il flysch è costituito da una serie ripetuta di strati (da centimetrici a metrici) di calcari più o meno marnosi, arenarie, marne, ecc. Il flysch al Prearba è rappresentato principalmente dalle cosiddette Litofacies B e C di Sagri (1986). Nella prima prevalgono marne ed arenarie calcaree, ma ben rappresentate sono le calcilutiti e le torbiditi arenaceo-argillitiche (dove è presente una certa frequenza di strati calcilutitici, come alle Vie Burche, si realizzano le condizioni per una marcata carsificazione ipogea). La Litofacies C si presenta a pacchi di strati arenaceo-argillitici e calcilutitici, con intercalate megatorbiditi marno arenacee. Sul limite settentrionale dell’area piccoli affioramenti delle “Arenarie di Bordighera” e (ad es. alla base della falesia del Ruchin) del complesso di base (Formazione di S. Bartolomeo) del Flysch di S. Remo, formato da torbiditi sottili e da emipelagiti varicolori (qui specie peliti rossastre).
La tettonica del flysch in questo settore è strutturata a grandi pieghe rovesciate con vergenza a Sud (assi chilometrici a direzione NW-SE).
Caratteristiche speleologiche Nella zona di assorbimento sono presenti solo piccole cavità , in genere con caratteri tettonici (nel settore sopra S. Bernardo pare sia stato chiuso un pozzo naturale poco distante dal punto terminale, a monte, della Tana de’ Vie Burche).
La Tana du Ruchin (alla base della falesia settentrionale, a contato con il basamento impermeabile) pur controllata dalla tettonica presenta un modesto condotto con approfondimento freatico-vadosi.
La Tana de’ Vie Burche (sulla mulattiera da Cenova al Prearba) è stata allargata da un originario piccolo buco (troppo pieno) per permettere la captazione idrica. Dopo una quindicina di metri la galleria si biforca, percorsa dall’acqua. A monte (sinistra) si raggiunge in breve una piccola diga, nel cui bacino è stato effettuato un tentativo spelo subacqueo (prosecuzione per una quindicina di metri) ostacolato da ampi depositi argilloso-limosi (presenti anche nel resto della cavità) legati al degrado dei livelli marno-argillitici.
A valle la grotta (con caratteri di cavità cutanea), pur controllata dalla tettonica fragile presenta, marcata, l’azione erosivo- corrosiva delle acque con morfologie (pozzetti) di erosione regressiva (oltre all’azione vadosa permangono evidenze di morfologie freatiche).
LE GROTTE PIU’ PROFONDE LE GROTTE PIU’ LUNGHE
Tana de’ Vie Burche 30 m Tana de’ Vie Burche 250 m
Tana du Ruchin 12 m
Tana de’ Chalant 10 m

Caratteristiche idrogeologiche (idrologia) A parte piccole sorgenti sul lato SE (in parte captate verso Rezzo), sul lato settentrionale l’unico esutore di tipo carsico è la Tana du Ruchin (Risorgenza di Tetti Parodo), perenne, con portate fortemente variabili, che drena i settori settentrionali del Prearba. Si tratta, in questi casi, di acque tipicamente bicarbonato-calciche.
Il maggior sistema idrogeologico è quello delle Vie Burche: la grotta è percorsa da un ruscello perenne (in parte captato) con portate in morbida intorno a ca.5 l/s (in piena di alcune centinaia di litri). Il bacino di assorbimento (esteso forse sino al Prearba) ha permeabilità medio-alta, costituendo un acquifero ad elevata capacità di ingestione.
Nella Tana de’ Vie Burche il G. S. Imperiese CAI effettuò un tracciamento con fluoresceina sodica: le acque, fortemente colorate, fuoriuscirono dopo poche ore da una piccola cavità (non catastabile) situata sopra il paese di Cenova. I tempi del tracciamento indicano come il percorso ipogeo delle acque avvenga attraverso condotte di modeste dimensioni, privi di rilevanti bacini idrici. La rapidità dei drenaggi è stata favorita anche dall’elevata acclività del traforo idrogeologico (lungo alcune centinaia di metri).
Caratteristiche geomorfologiche (carsismo) Linee arrotondate tipiche nel Flysch ad Elmintoidi calcareo (es.: crinale del Prearba). Acclività elevata sui versanti N e S per caratteri strutturali e tipologie delle facies flyschoidi. Piccola falesia nella zona du Ruchin. Modesta presenza di forme superficiali di corrosione sotto la copertura edafica. Copertura vegetale e uso del suolo (ambiente) Praterie prevalenti nel settore di crinale, Boschi di caducifoglie (preval. cedui: carpino nero, castagno) più o meno degradati (fino ad arbusteto) sui fianchi N. Rare conifere. Pascolo stagionale in quota. Caratteristiche geolitologiche Dominanza di calcari, calc. marnosi, e marne del Flysch ad Elmintoidi (Unità di Sanremo, Cretaceo sup.). Localmente (lato nord), affiora il "complesso di base" (Formazione di S. Bartolomeo), con argilliti varicolori." Altre caratteristiche Interesse paesaggistico di qualche rilievo. Fauna troglofila anche endemica (Tana dei Chalant e Tana dè Vie Burche). Bibliografia BONI A., VANOSSI M. (1960)- Ricerche e considerazioni sui flysch della Liguria occidentale. Atti Ist. Geol. Univ. Pavia, 11: 31-178.
CALANDRI G. (1972)- Il fenomeno carsico nella Provincia di Imperia. Tesi di Laurea, Univ, Genova, 3 voll. (inedita).
CALANDRI G. (1978)- Caratteri del fenomeno carsico nella Provincia di Imperia. Preprints XIII Congr. Naz. Speleol., Perugia 1978.
CALANDRI G. (1982)- Elenco catastale delle Grotte dell’Imperiese dal n.771 al n.850 Li/IM. Imperia: 1-18.
CALANDRI G. (1983)- Dati catastali delle grotte dell’Imperiese dal n.1084 al n.1193 Li/IM. Imperia: 1-22.
CALANDRI G. (1986)- Osservazioni su alcune sorgenti dell’alta Valle Arroscia (Prov. Imperia), Atti Conv. Int. Carso Alta Montagna, Imperia 1982, 2: 213-225.
CALANDRI G. (1994)- Geologia e carsismo dei flysch ad Elmintoidi della Liguria occidentale. Del. Speleol. Ligure: 1-50.
SAGRI M. (1986)- Litologia, stratimetria e sedimentologia delle torbiditi di piana di bacino del Flysch di San Remo (Cretaceo sup., Liguria occ.). Mem. Soc. Geol. Ital,, 28:577-586.
Comunità montana ALTA VALLE ARROSCIA
Compilatori Gilberto Calandri; informatizzazione Luigi Perasso

Grotte conosciute in quest'area: 4


911 GROTTA DEL RIO DI NAVA SV.R.75 SV.PL.0 ES.0 P.2 wgs84: 44.11193265N 7.86947598E Q.845
912 TANA DE CHALANT SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.1 wgs84: 44.03117299N 7.85578847E Q.1042
1103 TANA DU RUCHIN SV.R.12 SV.PL.12 ES.0 P.0.05 wgs84: 44.04105069N 7.8622133E Q.980
1104 TANA DU LAMPIN SV.R.6 SV.PL.6 ES.0 P.1 wgs84: 44.0216989N 7.8537249E Q.1050