RAVINAZZO

SV22

Provincia
LIGURIA
Provincia
SV
Descrizione
L’area di modeste dimensioni comprende affioramenti di tre diverse unità tettoniche: la complessità strutturale e litostratigrafica ha determinato un’articolata circolazione idrica ipogea con sistemi frazionati e cavità fossili a genesi cenozoica.
Superficie interessata (ha)
396
Comuni
Nasino
Bacino imbrifero
PENNAVAIRA
Caratteristiche geolitologiche
"Brecce di M. Galero" (Giura), "Calcari di Veravo", "Calcari di Rocca Livernà" (Trias).
Caratteristiche geomorfologiche
Marcato carsismo superficiale associato a fenomeni di origine clastica con origine di cavità (es. Scornie)
Caratteristiche idrogeologiche
La complessità della tettonica e la variabilità litologica dell’area hanno determinato una idrologia ipogea molto frazionata. Così il bacino del Gallinaro s.l. è caratterizzato da complesse circolazioni carsiche evolute, legate all’alternanza di affioramenti di calcari giurassici (molto carsificati) e di rocce non carsificabili: questo determina ripetute perdite di acque superficiali ed alcuni trafori idrogeologici. Nell’alta valle (Rio Ravinazzo) la Sorgente sotto il Gruvierone drena le acque del settore Gruvierone-Arma, molto carsificato (ampi resti freatici): la durezza totale è tra 10,6 e 12,5 °francesi, molto basso il tasso di magnesio (rapporto Mg/Ca 0,075). Sempre in riva dx. del Ravinazzo sgorgano la sorgente sotto la 1083 Li (TH 15 °fr.) e la Sorgente Scugliata, a deflussi perenni anche elevati (oltre 100 l/s), che raccoglie le acque, sia dei carbonati giurassici, sia infiltrazioni dalle rocce quarzitiche, presenta una bassa mineralizzazione (durezza totale media 9,8 ° fr.; rapporto Mg/Ca 0,06). Quasi alla confluenza con il Rio Croso, in riva dx. del Ravinazzo, sgorga la Risorgenza del Rio Croso, esutore di un traforo idrogeologico proveniente da perdite dell’omonimo rio: malgrado lo scorrimento nelle canalizzazioni carsiche evolute della 1082 Li le acque sono molti dolci (durezza totale 7,8 °francesi). La confluenza dei rii Ravinazzo e Croso da origine al torrente Gallinaro. Questi, poche centinaia di metri a valle, al contatto con i calcari mesozoici, presenta alcune perdite che, con un nuovo traforo idrogeologico, vanno a risorgere nella sorgente perenne del Tecciu: le caratteristiche chimiche ripetono quelli delle vicine sorgenti carsiche con una maggiore mineralizzazione. In generale le acque carsiche del Rio Gallinaro s.l. presentano una assoluta dominanza del catione calcio, con modestissima componente di magnesio, solfati, cloruri ed altri ioni minori. Tra Rio Gallinaro e valle di Nasino diverse sono le sorgenti perenni: sono sviluppate nell’Unità di Arnasco-Castelbianco (con cavità tettoniche), ma soprattutto sono alimentate dalle coperture detritiche (dovute alla forte tettonizzazione). Le acque risultano quindi più mineralizzate rispetto a quelle più propriamente carsiche: es. Fontana Grande e Sorg. Ciliegio, con maggiore componente di magnesio (rapporto Mg/Ca ca. 0,5-0,6) e solfati (ca. 15-18 ppm).
Caratteristiche speleologiche
Si possono distinguere il settore orientale, con cavità essenzialmente tettoniche, tra cui la Grotta delle Scernie, grande frattura di distensione, con modificazioni gravi clastiche, ed il Pozzo sopra Vignolo (anch’esso frattura di decompressione). Nel settore alto Ravinazzo-Rocca della Spina sono presenti limitati fenomeni carsici superficiali (solcature di corrosione) e piccole cavità tettoniche. L’area carsica s.s., assai complessa e frammentata, si estende dalla zona dell’Arma (Garbu di Ommi, cavità del Gruvierone con relitti di condotte freatiche cenozoiche) a quella dei rii basso Ravinazzo-Rio Croso che confluiscono nel Rio Gallinaro: qui la complessa tettonica (con frammentato rapporto con il basamento impermeabile) ha creato perdite e trafori idrogeologici. In particolare un tracciamento alle perdite del Rio Croso ha accertato il collegamento con la Risorgenza del Rio Croso (1082 Li): questa cavità è una complessa rete di condotti a pieno carico (e vadosi) modificata dalla clastesi. Un altro traforo idrogeologico più a valle si sviluppa tra le perdite del Rio Gallinaro e la cavità risorgenza del Tecciu Suttan. Diverse sono le piccole cavità relitti di carsificazioni cenozoiche tagliate dall’approfondimento pleistocenico.
LE GROTTE PIU’ PROFONDE LE GROTTE PIU’ LUNGHE
Grotta delle Scernie 81 m Grotta del Delitto 210 m
Grotta del Delitto 20,5 m Grotta delle Scernie 195 m
Pozzo sopra Vignolo 20 m Risorgenza Rio Croso 180 m
Gruvierone sotto l’Arma 18 m Gruvierone sotto l’Arma 63 m
Altre caratteristiche
Castagneti, intervallati qua e là da arbusteti e praterie utilizzate a pascolo. Attività agricola stagionale, assai limitata.
Bibliografia
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Inquadramento geografico
L’area nella sua effettiva perimetrazione carsica comprende buona parte del bacino del Rio Ravinazzo (massima elevazione la Rocca della Spina m 1499), il breve corso ligure del Rio Croso e l’alto Rio Gallinaro, affluente in riva sinistra (idr.) del Rio Pennavaira. Morfologicamente si può distinguere il vallone dell’alto Ravinazzo, a linee arrotondate, in parte ereditate dalle fasi fredde pleistoceniche, che termina a Sud con brusche rotture di pendio (accentuate dalla complessa situazione litostratigrafica e tettonica) verso il bacino del Gallinaro. Il settore tra Rocca Battaglina ed i rii affluenti del Pennavaira è caratterizzato da acclività assai pronunciate. Anche la fascia di crinale orientale dal Pizzo di Carlo all’Arma ha una morfologia molto accidentata. La copertura (a parte ridotti prativi nell’alto Ravinazzo) è di tipo arboreo, continua, in corso di espansione, principalmente a caducifoglie (domina il carpino, con castagneti in abbandono).
Inquadramento geologico
Settore estremamente complesso da un punto di vista geotettonico, dovuta alla sovrapposizione di tre unità tettoniche. La porzione orientale dell’area è caratterizzato dagli affioramenti dell’Unità di Arnasco-Castelbianco (con cavità prevalentemente tettoniche: Scernie, Pozzo sopra Vignolo ecc.), di pertinenza prepiemontese, costituiti da ridotte estensioni delle Dolomie di M. Arena (Carnico-Norico), dai Calcari di Veravo (Retico- Hettangiano) e dai Calcari di Rocca Livernà (Sinemuriano-Lias mdio), mentre le Brecce di Monte Galero (Lias medio-Dogger) affiorano con il Membro C (Arenarie di Nasino).
L’Unità di Castelvecchio-Cerisola (falda di copertura del Brianzonese intermedio, sradicata, sovrascorsa sul Brianzonese esterno) oltre a sequenze impermeabili quarzitico-scistose (Verrucano brianzonese e Quarziti di Ponte di Nava), presenta limitati affioramenti di carbonati mesozoici, nell’alto Ravinazzo con modeste manifestazioni carsiche. La carsificazione è principalmente legata ai frammentati affioramenti carbonatici dell’Unità di Caprauna-Armetta (falda sradicata di copertura del Dominio Brianzonese ligure): oltre alle arenarie e conglomerati quarzosi (Quarziti di Ponte di Nava) ed ai calcari dolomitici ed alle dolomie triassiche (Dolomie di S. Pietro dei Monti), sono particolarmente significativi per la carsificazione i Calcari di Val Tanarello (Malm) costituiti da calcari organogeni ricristallizzati.

Grotte conosciute in quest'area: 14


LI1083 GROTTA DEL DELITTO wgs84: 44.1300811N 8.0043543E Q.799
LI1194 POZZETTO SOTTO L'ARMA Q.
LI1691 DIACLASI DI TECCIU SUTTAN wgs84: 44.1227385N 8.0089521E Q.510
LI1690 POZZETTO BERENGERO wgs84: 44.1382715N 7.9836262E Q.1290
LI1689 RISORGENTE SOTTO IL GRUVIERONE wgs84: 44.1303597N 8.0053246E Q.790
LI1688 TANA IN RIVA SINISTRA DEL RIO RAVINAZZO wgs84: 44.1265887N 8.0065128E Q.620
LI1687 TANA II SOPRA LA RISORGENZA DI RIO CROSO wgs84: 44.1264921N 8.0057645E Q.595
LI1686 TANA I SOPRA LA RISORGENZA DI RIO CROSO wgs84: 44.1264921N 8.0057645E Q.595
LI1685 SPACCATURA SOPRA IL RIO CROSO wgs84: 44.1255008N 8.0056561E Q.715
LI1684 POZZO SOPRA VIGNOLO wgs84: 44.117773N 8.0177833E Q.55
LI1196 GARBU DI OMMI wgs84: 44.133096N 8.0042161E Q.937
LI1247 GROTTA DELLE SCERNIE wgs84: 44.1246032N 8.0167069E Q.760
LI1195 GRUVIERONE SOTTO L' ARMA wgs84: 44.1329047N 8.0043186E Q.890
LI1082 RISORGENZA DI RIO CROSO wgs84: 44.1261258N 8.0064324E Q.590