MONTENERO

SV21

Provincia
LIGURIA
Provincia
SV
Descrizione
Il massiccio dolomitico-calcareo, speleologicamente conosciuto fin dagli ultimi decenni del XX secolo per le esplorazioni di vari gruppi all’Abisso di Montenero, è stato esplorato minuziosamente negli ultimi quindici anni (GSI-SCP) rivelando numerose cavità con diversificate morfologie.
Superficie interessata (ha)
842
Comuni
ARNASCO, CASTELBIANCO, NASINO, ONZO, VENDONE
Bacino imbrifero
PENNAVAIRA, ARROSCIA
Caratteristiche geolitologiche
Calcari del Giura ("Rocca Livernà"), del Trias ("Dolomie di M. Arena", "Calcari di Veravo", "Calcari di M.Sotta").
Caratteristiche geomorfologiche
Evidenti fenomeni di carsismo superficiale, con vaste zone di erosione (Castellermo) e balze a strapiombo che dominano la piana di Albenga e la val Pennavaire (Peso Grande).
Caratteristiche idrogeologiche
La dominanza di rocce dolomitiche nel settore di assorbimento determina sistemi idrici ipogei frazionati, controllati principalmente dalla tettonica fragile. Sul versante meridionale del Castellermo sgorgano alcune sorgenti perenni (in parte captate per usi potabili), alimentate principalmente dalla copertura detritica. Anche i pendii sud del Montenero alimentano due sorgenti (una connessa con l’Abisso di Montenero) captate. Le caratteristiche chimico-fisiche sono tipicamente bicarbonato-calciche.
Nei versanti settentrionali la permeabilità della serie carbonatica mesozoica è medio-alta per fessurazione e fratturazione, secondariamente per carsismo, in parte alimentando la falda sotto il thalweg del Pennavaira. Alla base delle falesie settentrionali di Montenero la sorgente omonima (captata per l’acquedotto di Arnasco) drena le acque del cupolotto della montagna: si tratta di acque semidure bicarbonato-calciche con spiccata componente magnesiaca (oltre 20% dei cationi) legata al litotipo dolomitico (modesto il tasso dei solfati).
Nei calcari giurassici sopra il Pennavaira le principali sorgenti carsiche a carattere perenne sono quelle del Ponte del Carpe (acque bicarbonato-calciche, semidure) legate anche a perdite del settore del Rio Campasso (distanza max in linea d’aria: 600 m), come dimostrato da un tracciamento con fluoresceina, lungo condotte (tipo “a pressione”) di modeste dimensioni.
Caratteristiche speleologiche
L’Abisso di Montenero è la cavità “storica” del settore: ha caratteri tettonici, su fratture verticali, modificate da clastesi; drena le acque del versante centro-meridionale. Una ventina le cavità esplorate nelle falesie dolomitiche dei versanti settentrionali: a parte interessi storico-archeologici (Dragunaira. Grotta di S. Calogero), si tratta di grotte legate a processi crioclastici, controllate dalla fratturazione, pur con presenza di speleotemi: alcune cavità a drenaggi idrici sono incise da modesti approfondimenti vadosi. Nelle formazioni carbonatiche giurassiche sopra il Rio Pennavaira si sviluppa il sistema della Grotta di Carpe, parzialmente esplorato e rilevato, con nette morfologie di erosione a pieno carico e marcati depositi argilloso-limosi.
LE GROTTE PIU’ PROFONDE LE GROTTE PIU’LUNGHE
Abisso di Montenero 105 m Abisso di Montenero 170 m
Grotta Dragunaira 20 m Grotta del Ponte di Carpe 60 m
Cavernone di Rocca Livernà 18 m Garbu di San Nicolao 30 m
Cavernone di Rocca Livernà 30 m

Copertura vegetale e uso del suolo
Boschi misti di latifoglie mesofile e sciafile, arbusteti e boschi di conifere sui versanti N; versanti SE: vasti incolti.
Bibliografia
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Inquadramento geografico
L’area è costituita dal massiccio Castellermo-Montenero allungato per ca. 5 km, sull’asse Ovest-Est, rappresentando lo spartiacque tra Valle Pennavaira (a Nord) e Valle Arroscia (a Sud). La struttura tettonica ha determinato una netta asimmetria dei versanti: quelli meridionali a morfologie morbide, se pur acclivi, con marcate coperture detritiche; mentre i versanti a settentrione sono caratterizzati in alto da una serie di grandi falesie, prevalentemente dolomitiche, seguite, sino al fondovalle del Pennavaira da potenti accumuli detritici, specie di gelifrazione, alternati ad affioramenti giurassici in piccole bancate. La copertura vegetale, prevalentemente arborea, è in rapida espansione, negli ultimi decenni, per l’abbandono delle attività antropiche.
Inquadramento geologico
Tutta l’area carsica è compresa nel settore meridionale dell’Unità di Arnasco- Castelbianco di pertinenza prepiemontese (piemontese esterno), strutturata in grandi anticlinali sinformi deformate da pieghe rovesciate. Questa tettonica è tipica dell’area di Montenero con la serie carbonatica mesozoica completamente rovesciata. Dall’alto tutto il dosso di crinale tra Castellermo e Montenero e le grandi falesie dei versanti settentrionali sono costituiti dalla Formazione delle Dolomie di M. Arena (Carnico?-Norico), con dolomie cristalline grigio chiare, a bancate decimetriche, con alla base livelli di brecce monogeniche. Lo spessore della formazione è tra i 200 ed i 250 m. I pendii che scendono al Pennavaira (oltre a potenti coperture detritiche, legate alla tettonica fragile, alla rigidità dei litotipi dolomitici, alla intensa gelifrazione quaternaria) sono costituiti dalla formazione dei Calcari di Veravo (Retico-Hettangiano), potente 40-50, a calcari e calcari marnosi grigio scuri prevalenti e dalla potente (ca. 400 m) formazione dei Calcari di Rocca Livernà (Sinemuriano- Lias medio?), costituita da calcari spongiolitici nerastri (talora con selce) e da calcari grigi spongiolitici a strati decimetrici, talora fossiliferi.

Grotte conosciute in quest'area: 4


LI306 ABISSO DI MONTE NERO wgs84: 44.088461N 8.078597E Q.645
LI1677 A TAXAIRA wgs84: 44.1047118N 8.0819475E Q.165
LI86 TANA DO SCOVERO wgs84: 44.1159014N 8.0629287E Q.331
LI508 GROTTA SOPRA IL PONTE DI S. PIETRO wgs84: 44.1008421N 8.0821573E Q.335