LI190

GALLERIA V.V.F. PRÀ

Altre denominazioni
GALLERIA ELACH
Primo censitore
ELISABETTA AGOSTINI- ALESSANDRO VERNASSA
Regione
LIGURIA
Provincia
GE
Comune
GENOVA
Località
PRA
Indirizzo
Via cordanieri
Anno di costruzione
1943
Epoca
novecento
Tipologie
B.2 ricoveri temporanei/rifugi
Categoria
cavità costruita nel sottosuolo
Dimensioni
Sviluppo reale
128
Sviluppo planimetrico
132
Dislivello negativo
3
Posizione dell'ingresso
Latitudine
44.4290720
Longitudine
8.7878860
Tipo di coordinate
GPS Geografiche WGS84
Valutazione dato
Dato fittizio, per dati precisi chiedere a Travi Antonio
Riferimenti a censimenti speciali
Cavità archeologica
No
Cavità marina
No
Cavità marina/lacustre
No
Rischio ambientale
No
Cavità chiusa
Si
Note accesso alla grotta
La galleria non è visibile, l’ingresso è sottoterra
Posizione verificata sul campo da curatore
Antonio Travi
Data ultima verifica sul campo
02/06/2023 00:00:00
Idrologia
allagamenti temporanei
Andamento
ORIZZONTALE
Percorribilità
MEDIA
Gruppi
Coordinamento Ligure Studi Militari
Gruppo Speleologico Arturo Issel
Note
Galleria antiaerea WWF
Descrizione
Galleria antiaerea ww2
Itinerario
chiedere a Antonio Travi
Sequenza pozzi
Un pozzo da 3 metri
Storia
Genova, Prà
La cattedrale dei Pompieri
PREFAZIONE:
Nel periodo bellico i Vigili del Fuoco oltre al compito di proteggere la popolazione, dovettero pensare anche a proteggere se stessi, e a Genova riuscirono a realizzare in tempi brevi attrezzate gallerie antiaeree dedicate ai servizi di soccorso sfruttando razionalmente, con grande capacità tecnica, le particolarità del territorio e le modeste risorse a disposizione. A Genova, città che si prevedeva particolarmente soggetta al rischio dei bombardamenti, i vigili del fuoco furono anche impegnati in esercitazioni antiaeree ed in esperimenti effettuati dai Militari che prevedevano anche l’annebbiamento del porto con cortine fumogene. Lo sviluppo dell’aviazione nel ventesimo secolo, rese definitivamente inutili per difendere la città, non solo le mura e i forti ma anche i confini tra gli stati, l’aggressione sarebbe arrivata dovunque improvvisa e devastante. Con il regio decreto del 5 marzo 1936 venne approvato il “regolamento per la protezione antiaerea del territorio nazionale e della popolazione civile” , con esso si imponeva ad Enti e privati la realizzazione del rifugio a proprie spese utilizzando piani interrati,seminterrati o in mancanza, il piano terra, dettando quali caratteristiche tecniche doveva avere il rifugio:
-il ricovero doveva avere un’area di 1 metro quadrato ogni 200 metri cubi lordi calcolati in base alla superficie coperta moltiplicata per l’altezza in gronda;
- l’area destinata al soggiorno dei ricoverati doveva essere suddivisa in celle dalla superficie da 15 a 20 metri quadrati;
- l’altezza utile doveva essere maggiore di 2 metri;
-le pareti prive di finestre e il solaio dovevano essere in cemento armato di spessori minimo predefiniti;
- di tali strutture erano indicate le caratteristiche costruttive.
Dopo vari problemi di manodopera, si prospettò subito quello dei materiali e visto che bisognava scartare l’uso del cemento, era stato scelto l’impiego dei piedritti in muratura con nicchie a voltine di mattoni sorreggenti le volte pure di mattoni(come in questo caso). L’utilizzo prettamente di mattoni per la costruzione dei ricoveri oltre a essere necessaria vista la scarsità di materiali, fu grazie ad un accordo con una azienda Montana per la fornitura di 300.000 mattoni.
LA GALLERIA DI PRÀ
La galleria di Prà sorse sulla collina a nord ovest del fabbricato sede del distaccamento di via Maria Ausiliatrice, gli scavi nel terreno costituito da rocce serpentinose, calcaree scistose è grafitose imbibite d’acqua, furono interessati in diverse fasi da scoscendimenti che costrinsero all’impiego di una rilevante quantità di legname di armatura, in gran parte lasciata in opera. A lavori conclusi, la galleria presentò uno sviluppo di 123 metri, ed una larghezza media di 1,5 mt ; il rifugio così realizzato, era stato previsto per una forza di 300 vigili del fuoco, ma non avendo così tanti operativi, si trovò con una certa disponibilità di posti, così fu possibile accogliere le pressanti richieste della popolazione della zona a concederne l’accesso del pubblico.
Coordinamento Ligure Studi Militari
Gruppo Speleologico Arturo Issel
A cura di Massimo Stucchi , Mario Delucchi, tratto dal libro Memorie del 36 esimo Corpo Vigili del fuoco di Genova
Fauna
Trovati alcuni esemplari di Speleomantes
Livello di visibilità dei dati
Dati visibili

Immagine ingresso
Autori immagine ingresso
Antonio Travi
44°12'40.39''N,08°12'51.29''E, coordinatestypes vuoto per LI203 - force GEOWGS84 
44°28'50.1''N,8°56'30.8''E, coordinatestypes vuoto per Li213 - force GEOWGS84 
44°30'50.6'' N,8°52'33.3'' E, coordinatestypes vuoto per LI214 - force GEOWGS84 

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Foto della cavità

Codeartificial
LI190 GALLERIA V.V.F. PRÀ

Corpo principale della galleria


Data foto
2023-06-01
Autore foto
Antonio Travi

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Ingresso visto da dentro


Data foto
2023-06-01
Autore foto
Antonio Travi

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Uscita secondaria murata


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2023-06-01
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Antonio Travi

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Particolare isolatore elettrico


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Antonio Travi

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Particolare nicchia


Data foto
2023-06-01
Autore foto
Antonio Travi

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Galleria in Costruzione


Autore foto
Massimo Stucchi e Mario Delucchi
Licenza d'uso
Attribuzione
Descrizione
Presa dal libro 36 esimo corpo dei vigili del fuoco di Genova

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LI190 GALLERIA V.V.F. PRÀ

Galleria in costruzione 1943


Autore foto
Massimo Stucchi e Mario Delucchi
Descrizione
Presa dal libro 36 esimo corpo dei vigili del fuoco di Genova

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