LI2039

W LE BIMBE

Primo censitore
ENRICO MASSA
Regione
LIGURIA
Provincia
SV
Comune
BARDINETO
Località
FRASCHERI
Monte
BRIC CORNAVENTO
Area carsica
Formazione geologica
SPM DOLOMIE DI SAN PETRO DEI MONTI
Dimensioni
Sviluppo reale
380
Sviluppo planimetrico
380
Estensione
206
Dislivello positivo
0
Dislivello negativo
-30
Dislivello totale
-30
Posizione dell'ingresso
Latitudine
44° 11' 7.45'
Longitudine
8° 8' 53''
Tipo di coordinate
Geografiche WGS84
Tipo coordinate originali
WGS84 Generiche
Quota altimetrica
743
Quota cartografica
743
Valutazione dato
acquisizione mediante GPS
Cavità archeologica
No
Cavità marina
No
Rischio ambientale
No
Note accesso alla grotta
accesso libero
Posizione verificata sul campo da curatore
X
Data ultima verifica sul campo
02/10/2018 00:00:00
Idrologia
assorbente temporanea,torrenti permanenti
Andamento
ORIZZONTALE
Percorribilità
FACILE
Gruppi
Gruppo Speleologico Savonese
Note
La grotta W Le bimbe si sviluppa all’interno dell’area carsica di Bardineto, alle pendici del versante sud-ovest del Bric Cornavento. La cavità, un antico inghiottitoio ormai pressoché fossile, si apre in sponda destra al del Rio delle Gore, circa 3 metri sopra l’attuale alveo e, sviluppandosi parallelamente a questo, ne drena le portate di magra, costituendo di fatto, l’alveo sotterraneo perenne del tratto prossimo all’abitato di Bardineto. Il torrente in superficie si attiva esclusivamente in caso di piena mentre all’interno della cavità, le acque defluiscono verso valle sino ad un sifone attualmente intransitabile per poi essere raggiungere, per vie ad oggi ancora inesplorate, la zona delle le risorgenze delle Dotte, in località Frascheri, poche centinaia di metri più a nord ovest. Ad oggi purtroppo, stante l’assenza di verifiche dirette con traccianti idrologici, i deflussi ipogei del tratto terminale del Rio delle Gore, non risultano ancora individuati con precisione.
Poco fuori dell’abitato di Bardineto, subito a monte del fabbricato della centrale del latte di Frascheri, si diparte una strada sterrata, che mediante un ponte in ferro, attraversa il Rio delle Gore e lo risale in sponda destra, per un circa 400 metri sino a pervenire a una verde radura, che si percorre interamente, costeggiando l’argine del rio, sino alla sua fine dove, dopo poche decine di metri, si guadagna l’ingresso della cavità.
Descrizione
Complessivamente la grotta si sviluppa per circa 380 di metri, con un dislivello massimo di 30 metri, seguendo due principali lineazioni tettoniche pressoché parallele, impostate lungo un asse sud est-nord ovest.
L’ingresso si presenta come un angusto pozzetto che, intasato da grossi ciottoli fluitati, è stato in occasione delle prime esplorazioni, adeguatamente allargato, fino a risultare umanamente percorribile. Con semplici passaggi verticali, disarrampicando tra i blocchi, si guadagna una prima galleria che, parallela all’alveo del Rio delle Gore, risale la valle per una ottantina di metri sino ad intersecare il ramo principale della grotta, ove scorre già citato corso d’acqua perenne.
Verso monte è possibile risalire il fiume per un centinaio di metri, superando bassi laghetti, sino a passaggi decisamente angusti e tuttora intransitabili. Verso valle invece si procede, per oltre un centinaio di metri, in ambienti via via più ampi, sino a raggiungere il sifone terminale, posto a quota – 30 m circa dall’ingresso. Importanti accumuli fangosi testimoniano l’ormai prossimo livello della falda. Durante le esplorazioni, in concomitanza con un periodo particolarmente siccitoso, è stato possibile avanzare per un’altra cinquantina di metri, oltre il limite consueto del sifone terminale, senza peraltro consentire l0individuazione di ulteriori interessanti diramazioni.
Attualmente le esplorazioni sono pertanto ferme, sia verso monte, che verso valle, su passaggi allagati, ma le osservazioni condotte in questi ultimi anni, lascerebbero ipotizzare che in occasione di periodi fortemente siccitosi, il livello delle acque potrebbe abbassarsi sufficientemente sino a rendere transitabili ulteriori possibili prosecuzioni.
Geologia

Il contesto geologico che caratterizza questo settore è rappresentato in primis da rocce carbonatiche dolomitiche (Serie sedimentaria del Brianzonese ligure), fortemente carsificabili, costituite da Dolomie di San Pietro dei Monti (Trias medio, Anisico-Ladinico), poste a tetto di un complesso impermeabile, saltuariamente anche affiorante per sovrascorrimenti (sulla sommità dei Campi Avoiai). Queste rocce impermeabili che, nonostante la loro natura, condizionano marcatamente lo sviluppo del carsismo e i deflussi idrici sia superficiali che ipogei, sono rappresentate da gneiss del Massiccio cristallino di Calizzano, metamorfiti pretriassiche (Porfiroidi del Melogno e Scisti di Gorra) e Quarziti di Ponte di Nava.
Storia
Esplorata dal GSS nell'anno 2009
Note relative a questa versione della scheda
2018-10-02 primo accatastamento
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Dati compilazione
Data importazione
02/10/2018
Utente che ha inserito i dati
enricomassa
Utente che ha aggiornato i dati
enricomassa
Ultima modifica dei dati
02/10/2018

Coordinate:

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