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ARMA POLLERA

Altre denominazioni
POLLERA;GROTTA O CAVITA' DELLA POLLERA;ARMA DI PI
Primo censitore
BENSA P.
Regione
LIGURIA
Provincia
SV
Comune
FINALE LIGURE
Località
PIANMARINO
Dimensioni
Sviluppo reale
2400
Sviluppo planimetrico
0
Estensione
0
Dislivello positivo
0
Dislivello negativo
-127
Dislivello totale
127
Posizione dell'ingresso
Latitudine
4894400.789
Longitudine
1445263.379
Tipo di coordinate
Gauss Boaga Zona 1
Tipo coordinate originali
GPS Geografiche WGS84
Quota altimetrica
284
Quota GPS
0
Valutazione dato
coordinate gps di precisione
Cavità archeologica
Si
Cavità marina
No
Rischio ambientale
No
Gruppi
G.S.L. A. ISSEL
Note
CAVITA' SOTTOPOSTA A VINCOLO ARCHEOLOGICO
H.D.S.
RILIEVO STORICO BOLZANETO
RILIEVO STORICO BIXIO
Archeologica
Descrizione
Il toponimo “Arma” è l’espressione dialettale comunemente usata nel ponente ligure per indicare una caverna; poiché quasi tutte le “grotte” più significative del Finalese sono state, prima ancora, “caverne” abitate nella preistoria dai nostri antenati, ecco spiegato l’uso frequente del termine “Arma” per indicarle.
Sua caratteristica maggiormente spettacolare sono i portali d’ingresso, Ovest e Sud Ovest; quest’ultimo, ampio e imponente, raggiunge l’altezza di 15 metri ed è largo circa 30. Introducono nella vasta Sala Perrando, quasi pianeggiante, che a destra sprofonda, in parte, in un pozzo e, in parte degrada, lungo un ripido ed estremamente sdrucciolevole pendio fangoso di circa 50 metri (Scivolo), sino al Salone Issel. Ci si trova così in un ambiente detto “di crollo”, formatosi in pratica dal distacco, in epoche molto remote, d’enormi blocchi di roccia dalla volta della cavità originaria che hanno, per così dire, piastrellato l’intero pavimento trasformandolo in un ampio tavolato, interrotto qua e là da profonde fessure: il Plateau.
A margine di quell’impressionante cumulo franoso scorre il Rio Montesordo, in periodi di secca quasi completamente nascosto tra gl’infiniti interstizi della gigantesca frana. Sebbene il ramo a monte del Rio non sia stato mai percorso per palese impraticabilità, da ricerche condotte con traccianti (sostanze chimiche non dannose che colorano l’acqua), si è scoperto che le sue acque provengono dagli inghiottitoi di Pianmarino, vasto altipiano posto poco più in alto e abbastanza vicino alla grotta.
Le esplorazioni più attempate cercarono, inoltrandosi tra i blocchi della frana, di trovare una qualche prosecuzione; la più immediata ed istintiva era suggerita dal corso del torrente ipogeo e, seguendolo attraverso strette diaclasi verticali (fessure spesso bagnate e scivolose) e contorti passaggi tra i massi, raggiunsero la Sala Gestro per scendere, poi, il Pozzo degli Scemi.
Attorno agli anni sessanta, sempre partendo dalla Sala della Frana immediatamente sotto il Plateau, con caparbietà ed encomiabile tenacia, si riuscì ad immaginare e a percorrere un labirintico passaggio che, contro ogni logica spicciola, volgeva in salita per condurre proprio al vertice della frana stessa da cui, riscendendo sul lato opposto in una forra fossile (cioè in un letto abbandonato di un antico torrente), si giunse alla Sala del Presepio.
Dalla sala si avanza in un piccolo meandro, sempre più angusto, sino ad una “buca da lettere” attraverso cui, calandosi con la corda, si raggiunge nuovamente il ramo attivo. Proprio qui inizia la Grotta del Buio Nuovo, che può essere percorsa, verso monte, sino alla Sala delle Voci, dove ritroviamo il sifone che porta alla fatidica Saletta delle Conche; oppure, verso valle, avanzando – un po’ sugli affioramenti rocciosi e sui crostoni concrezionali a pelo d’acqua, un po’ in contrapposizione – per arrivare alla Sala della Sabbia, laddove fessure impraticabili impediscono ulteriori prosecuzioni: è il punto più lontano dall’ingresso dal quale dista circa 500 metri.
Quasi a metà della forra a valle potremmo deviare a destra per una breve risalita su concrezioni che immette nei Saloni Bensa: sono ambienti inizialmente ampi e, poi, ramificati in molteplici cunicoli via via sempre più angusti e inagibili, abbelliti da alcune concrezioni.
Poco prima della Sala della Sabbia, l’acqua s’incanala a destra in una stretta diramazione discendente per sifonare poco dopo; oltre a costituire il punto più profondo della cavità (-64 metri), è anche il punto di congiunzione con l’Arma del Buio, detto “Vecchio” per distinguerlo, appunto, dalla parte “Nuova” testé descritta, ‘trait d’union’ con l’Arma Pollera. Alcuni s’avventurano in una rapida ma pericolosa apnea per forzare il breve sifone e compiere, così, l’intera traversata; chi passa per primo può giovarsi della limpidezza dell’acqua e di una discreta visibilità… Tutti gli altri, sia per l’intorbidamento progressivo dell’acqua sia per la ristrettezza del passaggio, rischiano molto di più.
Attualmente è possibile svuotare il sifone tramite dei tubi a caduta entrando dall' Arma del Buio.
Itinerario
Da Finale Ligure si prende la strada che va in direzione di Calice, dopo circa due chilometri e mezzo, si svolta a destra in direzione di Perti. Raggiunta la piazzetta della chiesa si prosegue per la strada asfaltata per circa 2 chilometri. Quando finisce l'asfalto si prosegue a piedi lungo una strada chiusa da una sbarra sulla destra, attraversato un gruppo di case, si segue un sentierino che abbandona la strada principale sulla destra e si raggiunge un torrente, guadato il quale si risale su un sentiero a sinistra, poco dopo bisogna prestare attenzione a individuare un altro sentierino sulla destra che sale nel bosco dopo tornanti e scalini si arriva all'ultimo bivio, si segue la continuazione di sinistra e dopo poco si arriva al grandioso antro.
Fauna
sito riproduttivo e di svernamento di chirotteri

Immagine ingresso
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Quando finisce l'asfalto si prosegue a piedi lungo una strada chiusa da una sbarra sulla destra, attraversato un gruppo di case, si segue un sentierino che abbandona la strada principale sulla destra e si raggiunge un torrente, guadato il quale si risale su un sentiero a sinistra, poco dopo bisogna prestare attenzione a individuare un altro sentierino sulla destra che sale nel bosco dopo tornanti e scalini si arriva all'ultimo bivio, si segue la continuazione di sinistra e dopo poco si arriva al grandioso antro.","DESCRIZIONE":"Il toponimo \u201cArma\u201d \u00e8 l\u2019espressione dialettale comunemente usata nel ponente ligure per indicare una caverna; poich\u00e9 quasi tutte le \u201cgrotte\u201d pi\u00f9 significative del Finalese sono state, prima ancora, \u201ccaverne\u201d abitate nella preistoria dai nostri antenati, ecco spiegato l\u2019uso frequente del termine \u201cArma\u201d per indicarle. \r\nSua caratteristica maggiormente spettacolare sono i portali d\u2019ingresso, Ovest e Sud Ovest; quest\u2019ultimo, ampio e imponente, raggiunge l\u2019altezza di 15 metri ed \u00e8 largo circa 30. Introducono nella vasta Sala Perrando, quasi pianeggiante, che a destra sprofonda, in parte, in un pozzo e, in parte degrada, lungo un ripido ed estremamente sdrucciolevole pendio fangoso di circa 50 metri (Scivolo), sino al Salone Issel. Ci si trova cos\u00ec in un ambiente detto \u201cdi crollo\u201d, formatosi in pratica dal distacco, in epoche molto remote, d\u2019enormi blocchi di roccia dalla volta della cavit\u00e0 originaria che hanno, per cos\u00ec dire, piastrellato l\u2019intero pavimento trasformandolo in un ampio tavolato, interrotto qua e l\u00e0 da profonde fessure: il Plateau. \r\nA margine di quell\u2019impressionante cumulo franoso scorre il Rio Montesordo, in periodi di secca quasi completamente nascosto tra gl\u2019infiniti interstizi della gigantesca frana. 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Dati compilazione
Data importazione
10/07/2010
Utente che ha inserito i dati
admin
Utente che ha aggiornato i dati
alessandrovernassa
Ultima modifica dei dati
23/04/2018

Coordinate:

Bibliografia

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1939Liguria geologicaROVERETO GaetanoVisualizza
1950Aracnidi cavernicoli liguriDI CAPORIACCO LudovicoVisualizza
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1955Fauna cavernicola del SavoneseFRANCISCOLO MarioVisualizza
1958Sull'inanellamento dei pipistrelli in LiguriaDINALE GiovanniVisualizza
1959Grotte della LiguriaSANFILIPPO NinoVisualizza
1961Prospettive di esplorazione di grotte e di ricerche speleologiche in LiguriaDINALE GiovanniVisualizza
1968La "Pollera" e il "Bujo" due grotte che sono in realtà una solaRAVACCIA CeciliaVisualizza
1969Campo parascolastico Italo-Belga Calizzano 1969CACHIA MaurizioVisualizza
1970Dall'archivio del gruppo…REPETTO FrancescoVisualizza
1971Le maggiori e più profonde cavità italianeBADINI GiulioVisualizza
1972-1973Vandali all'Arma PolleraMASSUCCO RinaldoVisualizza
1978Grotta Pollera (Finale Ligure)Delegazione Speleologica LigureVisualizza
1979La preistoria dell'Arma PolleraROSSI G.Visualizza
1979-19901979-1990: l'attività del G.S.S. fuori BardinetoSANNA AdeleVisualizza
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1982Il popolamento cavernicolo delle Alpi OccidentaliBOLOGNA Marco, VIGNA TAGLIANTI AugustoVisualizza
1984Contributo per una storia degli aspetti religiosi delle grotte della Liguria occidentaleBONZANO Claudio, CALANDRI GilbertoVisualizza
1985Lepidotteri ditteri, diplopodi e... e di tutto un po (ricerche biospeleologiche)BONZANO Claudio, REDA BONZANO BeatriceVisualizza
1986Considerazioni generali sulla fauna cavernicola delle Alpi LiguriBOLOGNA Marco, BONZANO Claudio, VIGNA TAGLIANTI AugustoVisualizza
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1989Una "spedizione" alla PolleraBRACCO RodolfoVisualizza
1991Andare in PolleraBRACCO RodolfoVisualizza
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2008-2009Nuovi dati dall'assemblaggio della ceramica della Grotta Pollera (Finale Ligure SV)Angiolo Del Lucchese, Elisabetta StarniniVisualizza

Schede storiche Issel:


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