LI145

O GARBASSO

Primo censitore
CODDE' E.
Regione
LIGURIA
Provincia
SV
Comune
STELLA
Località
SARACCO - PIANO NEFOSSE
Area carsica
Formazione geologica
SPM DOLOMIE DI SAN PETRO DEI MONTI
Dimensioni
Sviluppo reale
92
Sviluppo planimetrico
26
Dislivello positivo
4
Dislivello negativo
12
Dislivello totale
16
Posizione dell'ingresso
Latitudine
44° 23' 43'' N
Longitudine
8° 26' 42.5'' E
Tipo di coordinate
GPS Geografiche WGS84
Tipo coordinate originali
GPS Geografiche WGS84
Quota altimetrica
665
Cavità archeologica
No
Cavità marina
No
Rischio ambientale
No
Idrologia
assorbente permanente
Andamento
VERTICALE
Gruppi
G.S.L.A.ISSEL
2004 - A.S.G.SAN GIORGIO/CAI Novara
2008 - S.C.Ribaldone
Note

Una colorazione effettuata il giorno 25.4.2004 con 150 g di fluoresceina sodica non ha dato esito; i rilevatori erano stati posti nel ruscello interno del Gar-betto e alla confluenza di due torrentelli esterni sottostanti questa grotta (il Rio Arpetto e il piccolo rio affluemte nel punto di guado della sterrata). Nell'occasione la portata era 2 l/s, la temperatura 10.1 °C, mentre la temperatura dell'aria era 7.6 °C.
Descrizione
L'ampio ingresso imbutiforme, profondo circa 4 metri e ampio una decina, è visibile solo a breve distanza dalla grotta, per la sua ubicazione lungo il ripido versante del Monte Greppino. Ridiscesa la china prospiciente l'ingresso ci si affaccia su un ampio salto verticale profondo una decina di metri (nel suo lato più interno) e largo circa 6.
Sul lato nord di questo salto è presente, alla quota di accesso al pozzo, un terrazzamento facilmente percorribile, tendente a restringersi e a verticalizzarsi sul lato nord-ovest.
Il soffitto di questo ampio vuoto, il maggiore della cavità, è costituito da un in-terstrato abbastanza regolare nelle sue forme superficiali, eroso e carsificato prevalentemente lungo la linea di principale sviluppo della cavità, e caratterizzato in alcuni punti da nicchie di erosione ed evorsioni di discrete dimensioni.
Soprattutto in questo settore è ben visibile come la fratturazione degli strati calcarei sia avvenuta lungo una direttrice principale orientata grosso modo sui 300° N. La fratturazione spesso ha causato il collasso di ampi settori della volta e delle pareti, tanto da causare un ingente deposito clastico alla base del pozzo e l'appoggiarsi di enormi blocchi sezionati da fenomeni di fratturazione sub-parallela lungo la principale direttrice deila cavità (ben visibile al capo-saldo 4 e al 5).
Presso il caposaldo 4, una decina di metri più in alto del fondo del pozzo ed esattamente di fronte all'ampia apertura di ingresso della cavità, si diparte una galleria percorsa da un modesto ruscelletto perenne (ma con discrete escursioni stagionali di portata), che prosegue per 5-6 metri lungo la direzione principale (300° N). A questo punto, sulla sinistra risalendo il flusso, è presente un diverticolo che torna nella direzione di accesso per qualche metro, ma ad una quota leggermente superiore. Poco oltre due accessi di dimensioni ridotte mettono in comunicazione la galleria con un ambiente complesso, ancora caratterizzato da un fascio di fratturazioni subparallele a quella principale e all'intersezione con una linea di discontinuità grosso modo perpendicolare (orientata 20° N). Qui un insieme di brevi gallerie in anastomosi, di anfratti, di meandri attivi dal punto di vista idrico si sommano ad un ampio interstrato ormai fossile difficile da raggiungere per la ristrettezza degli ambienti, posto ad una quota superiore e caratterizzato da un deposito di sedimento fine alla base e da un soffitto regolare.
L'acqua del ruscelletto interno proviene da una galleria presto impercorribile, al caposaldo 11.
Al fondo del pozzo di ingresso, nei pressi del caposaldo 19, a partire dal punto dove cade l'acqua proveniente dal ruscelletto interno, è possibile percorrere un tratto di galleria di una quindicina di metri, molto inclinata, la cui base è costituita da clasti calcarei dalla forma irregolare e il soffitto da roccia frastagliata.
La genesi del Garbasso mostra almeno tre differenti fasi evolutive, che probabilmente hanno coinvolto più di un flusso idrico sotterraneo convergente dove ora si trova il pozzo. Lo fa anche supporre la posizione dell'ingresso della grotta, ubicato tra due importanti lineamenti morfologici di drenaggio superficiale, subito al di sotto di un contatto per
faglia tra una roccia impermeabile (ser-pentinite) e il calcare. Nulla vieta dunque di pensare che in una prima fase evolutiva, dove ora si trova la sezione di accesso alla cavità vi fosse un inghiottitoio, magari in grado di convogliare una quantità d'acqua ben maggiore di quella di oggi. Con la modificazione della linea di versante dovuta all'erosione è dunque cessato l'apporto di questo flusso di drenaggio, portando ad una seconda fase evolutiva in cui probabilmente si è aperto l'attuale ingresso della cavità. La terza fase, la più recente, ha nuovamente convogliato un piccolo flusso idrico lungo la linea di discontinuità su cui è impostata la grotta, ma dalla parte opposta a quella originale, in quello che è il livello attualmente attivo. Forse è stata proprio la presenza di questa ultima fase a causare un allargamento e un approfondimento del pozzo iniziale, dandogli la forma e le dimensioni che vediamo ora.
Itinerario
Dal casello di Albissola proseguire a sinistra.
Superato il paese di Stella S.Giovanni prendere il bivio sulla sinistra per Stella Corona.
Arrivati alla piazzetta della chiesa proseguire su una strada in salita con indicazione "località Bonomo".
La strada diventa sterrato, e prosegue in salita.
Arrivati a secco un tornante sulla sinistra si prosegue sullo sterrato a sinistra fino ad arrivare ad un piazzale sterrato molto panoramico.
L'avvicinamento al Garbasso lungo le poche strade della zona è particolarmente elaborato. Partendo dall'ampio piazzale sterrato
posto sul crinale del Bric Stante, si continua sulla mulattiera di destra (quella più in alto che scavalca Piano Nefosse) per circa 2 km fino ad oltrepassare un grande masso serpentinitico posto sulla sinistra. Si prosegue ancora lungo la via principale ignorando il primo bivio a sinistra, e prendendo invece il secondo, che ridiscende ripidamente (con alcuni stretti tornanti) il versante sud-est del Monte Greppino; si tratta di una strada realizzata recentemente per il taglio dei boschi, non presente sulle carte CTR, che si perde poco prima della roccia panoramica del Bric Arpetto. In corrispondenza dell'ultimo tornante prima del termine della carrareccia, ci si inoltra lungo una mulattiera dì servizio, di recentissima realizzazione, imboccando subito dopo il bivio a sinistra. Poche decine di metri più avanti basta risalire il versante sulla sinistra per trovarsi di fronte all'imponente ingresso della grotta.
Sequenza pozzi
5
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Si prosegue ancora lungo la via principale ignorando il primo bivio a sinistra, e prendendo invece il secondo, che ridiscende ripidamente (con alcuni stretti tornanti) il versante sud-est del Monte Greppino; si tratta di una strada realizzata recentemente per il taglio dei boschi, non presente sulle carte CTR, che si perde poco prima della roccia panoramica del Bric Arpetto. In corrispondenza dell'ultimo tornante prima del termine della carrareccia, ci si inoltra lungo una mulattiera d\u00ec servizio, di recentissima realizzazione, imboccando subito dopo il bivio a sinistra. Poche decine di metri pi\u00f9 avanti basta risalire il versante sulla sinistra per trovarsi di fronte all'imponente ingresso della grotta.","DESCRIZIONE":"L'ampio ingresso imbutiforme, profondo circa 4 metri e ampio una decina, \u00e8 visibile solo a breve distanza dalla grotta, per la sua ubicazione lungo il ripido versante del Monte Greppino. Ridiscesa la china prospiciente l'ingresso ci si affaccia su un ampio salto verticale profondo una decina di metri (nel suo lato pi\u00f9 interno) e largo circa 6.\r\nSul lato nord di questo salto \u00e8 presente, alla quota di accesso al pozzo, un terrazzamento facilmente percorribile, tendente a restringersi e a verticalizzarsi sul lato nord-ovest.\r\nIl soffitto di questo ampio vuoto, il maggiore della cavit\u00e0, \u00e8 costituito da un in-terstrato abbastanza regolare nelle sue forme superficiali, eroso e carsificato prevalentemente lungo la linea di principale sviluppo della cavit\u00e0, e caratterizzato in alcuni punti da nicchie di erosione ed evorsioni di discrete dimensioni.\r\nSoprattutto in questo settore \u00e8 ben visibile come la fratturazione degli strati calcarei sia avvenuta lungo una direttrice principale orientata grosso modo sui 300\u00b0 N. La fratturazione spesso ha causato il collasso di ampi settori della volta e delle pareti, tanto da causare un ingente deposito clastico alla base del pozzo e l'appoggiarsi di enormi blocchi sezionati da fenomeni di fratturazione sub-parallela lungo la principale direttrice deila cavit\u00e0 (ben visibile al capo-saldo 4 e al 5).\r\nPresso il caposaldo 4, una decina di metri pi\u00f9 in alto del fondo del pozzo ed esattamente di fronte all'ampia apertura di ingresso della cavit\u00e0, si diparte una galleria percorsa da un modesto ruscelletto perenne (ma con discrete escursioni stagionali di portata), che prosegue per 5-6 metri lungo la direzione principale (300\u00b0 N). A questo punto, sulla sinistra risalendo il flusso, \u00e8 presente un diverticolo che torna nella direzione di accesso per qualche metro, ma ad una quota leggermente superiore. Poco oltre due accessi di dimensioni ridotte mettono in comunicazione la galleria con un ambiente complesso, ancora caratterizzato da un fascio di fratturazioni subparallele a quella principale e all'intersezione con una linea di discontinuit\u00e0 grosso modo perpendicolare (orientata 20\u00b0 N). Qui un insieme di brevi gallerie in anastomosi, di anfratti, di meandri attivi dal punto di vista idrico si sommano ad un ampio interstrato ormai fossile difficile da raggiungere per la ristrettezza degli ambienti, posto ad una quota superiore e caratterizzato da un deposito di sedimento fine alla base e da un soffitto regolare.\r\nL'acqua del ruscelletto interno proviene da una galleria presto impercorribile, al caposaldo 11.\r\nAl fondo del pozzo di ingresso, nei pressi del caposaldo 19, a partire dal punto dove cade l'acqua proveniente dal ruscelletto interno, \u00e8 possibile percorrere un tratto di galleria di una quindicina di metri, molto inclinata, la cui base \u00e8 costituita da clasti calcarei dalla forma irregolare e il soffitto da roccia frastagliata.\r\nLa genesi del Garbasso mostra almeno tre differenti fasi evolutive, che probabilmente hanno coinvolto pi\u00f9 di un flusso idrico sotterraneo convergente dove ora si trova il pozzo. Lo fa anche supporre la posizione dell'ingresso della grotta, ubicato tra due importanti lineamenti morfologici di drenaggio superficiale, subito al di sotto di un contatto per\r\nfaglia tra una roccia impermeabile (ser-pentinite) e il calcare. Nulla vieta dunque di pensare che in una prima fase evolutiva, dove ora si trova la sezione di accesso alla cavit\u00e0 vi fosse un inghiottitoio, magari in grado di convogliare una quantit\u00e0 d'acqua ben maggiore di quella di oggi. Con la modificazione della linea di versante dovuta all'erosione \u00e8 dunque cessato l'apporto di questo flusso di drenaggio, portando ad una seconda fase evolutiva in cui probabilmente si \u00e8 aperto l'attuale ingresso della cavit\u00e0. La terza fase, la pi\u00f9 recente, ha nuovamente convogliato un piccolo flusso idrico lungo la linea di discontinuit\u00e0 su cui \u00e8 impostata la grotta, ma dalla parte opposta a quella originale, in quello che \u00e8 il livello attualmente attivo. 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Dati compilazione
Data importazione
10/07/2010
Utente che ha inserito i dati
admin
Utente che ha aggiornato i dati
alessandrovernassa
Ultima modifica dei dati
08/03/2011

Coordinate:

Bibliografia

1955Fauna cavernicola del SavoneseFRANCISCOLO MarioVisualizza
1968O Garbasso - 145 LiMASSA SebastianoVisualizza
2005Le grotte di Stella e di Ellera (SV)CELLA Gian Domenico, TORRI Roberto, VERRINI AlbertoVisualizza
2005Un, due, tre … Stella! A spasso per il savonese.RODANO AndreaVisualizza

Foto della cavità

Numero grotta
LI145 O GARBASSO

Ingresso


Autore foto
Alessandro Vernassa

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