LI1414

GROTTA DEL BOSCAIOLO DI BAROZZO

Primo censitore
DOGALI P., FARINAZZO R., GHEZZI S., MASSA E. E F..,MASSUCCO R., MORANDA S., PALMESINO S., PICCARDO G., PIRAMI F., ROLLE M., SANNA A. E C.
Regione
LIGURIA
Provincia
SV
Comune
CALIZZANO
Località
RIO BAROZZO
Area carsica
Formazione geologica
SPM DOLOMIE DI SAN PETRO DEI MONTI
Dimensioni
Sviluppo reale
290
Sviluppo planimetrico
200
Estensione
68
Dislivello positivo
0
Dislivello negativo
-83
Dislivello totale
83
Posizione dell'ingresso
Latitudine
4896035 N
Longitudine
431011 E
Tipo di coordinate
UTM ED50 32
Tipo coordinate originali
CTR 1:10000 UTM
Quota altimetrica
907
Quota cartografica
910
Quota GPS
1977
Cavità archeologica
No
Cavità marina
No
Rischio ambientale
No
Andamento
PREVALENTEMENTE VERTICALE
Percorribilità
CON ATTREZZATURA SPELEOLOGICA
Gruppi
G.S.SAVONESE
Note
REVISIONE CATASTALE 2000
Dati di posizionamento da originale scheda Revisione Catastale
RILIEVO
Descrizione
La Grotta del Boscaiolo si apre con un minuscolo imbocco rivolto a Nord-Est, a quota m 900 slm, un
centinaio di metri ad Ovest del solco dell'adiacente canalone che dal sovrastante piano di "Zottu Suràn" (m 991 slm) confluisce (circa a quota m 800 slm) nel Rio di Barozzo (in Comune di Calizzano, sul confine
settentrionale dell'area carsica di Bardineto).
La grotta presenta caratteristiche di un antico inghiottitoio, con gallerie e pozzi modellati da portate idriche ben superiori ai modesti stillicidi e ruscellamenti ora presenti in periodo piovoso o allo scioglimento della neve; considerata la relativa distanza dall'attuale Rio Barozzo, pur non potendo escludere con certezza che fosse un antico inghiottitoio nel paleo-alveo del torrente, pare tuttavia più probabile ipotizzare la sua funzione
di inghiottitoio del corso d'acqua che doveva un tempo percorrere con ben maggiori portate l'adiacente canalone, alimentato dai ruscellamenti superficiali sulla copertura di rocce impermeabili del sovrastante "Cian Delladè" (i porfiroidi del Melogno e gli scisti di Gorra, del Permiano, che come noto in questa zona sono sovrascorsi sulle sottostanti dolomie di S. Pietro dei Monti).
All'inizio dei lavori di disostruzione intrapresi dal Gruppo Speleologico Savonese la cavità si presentava come un piccolo anfratto con un riempimento eterogeneo di ciottoli, piccoli massi e argilla (in parte cementati da limitate colate concrezionali), che occludeva completamente ogni prosecuzione, un metro e mezzo sotto l'imbocco; con un lungo lavoro di disostruzione è stato rimosso il deposito (per una profondità di circa 4 metri, su una sezione di oltre un metro quadrato).
Superato il tratto sub-verticale disostruito, si prosegue lungo uno stretto cunicolo discendente (impostato su una frattura sub-verticale orientata N2700), al di sotto del quale si apre un salto verticale di circa 21 metri, articolato in un primo salto di poco più di sette metri, fino a un terrazzino, e in un secondo pozzo di poco meno di 14 metri; il primo salto è impostato su una frattura orientata NO°, che prosegue tanto a Nord quanto
a Sud: questo tratto di grotta doveva costituire un antico meandro evolutosi per corrosione-erosione da una originaria condottina freatica. Quattro metri sotto all'imbocco del salto (punto 6 del rilievo) è possibile seguire il meandro tanto verso Nord (raggiungendo e scendendo un "pozzetto parallelo" alla cui base c'è una saletta riccamente concrezionata, comunicante in basso col fondo del P.21: punti 54-55 del rilievo) quanto verso Sud (seguendo il ramo "Gallerie e pozzi paralleli": punto 49 del rilievo).
Il P.14 (parte terminale del P.21) è impostato sull'incrocio della frattura diretta a Nord con una seconda frattura orientata N270° (circa 4 metri sopra al fondo, sulla parete Nord-Ovest del pozzo, si nota una finestra che comunica con la saletta dell'adiacente "pozzetto parallelo".
Dalla base del P.14 si segue una galleria freatica (discendente con forte inclinazione, circa 45°, lungo l'interstrato delle dolomie) che dopo 12 metri piomba con un salto verticale di una decina di metri in una sala (l'ampia e lunga "Sala dell'unione delle due vie", punto 12 del rilievo, pure essa impostata su un'evidente frattura sub-verticale diretta Nord-Sud, intersecata da diverse altre fratture dirette N 245-250° con pendenza 70°: il pavimento della sala è quasi completamente rivestito di colate concrezionali e sul lato Est è presente pure una grande stalagmite).
Nella parte opposta della sala, a Sud, perviene dall'alto il salto terminale del ramo "Gallerie e pozzi paralleli" (che, come abbiamo visto, si stacca a Sud del caposaldo 6 del rilievo topografico), caratterizzato da una stupenda galleria freatica di sezione lenticolare (in realtà anastomosi di due condotte parallele impostate nell'interstrato), incisa inizialmente da due piccole forre di erosione gravitativa e poi sospesa senza più il pavimento sulla sottostante sala (anche qui le gallerie seguono la pendenza degli strati delle dolomie,
immersi a Sud-Est con pendenza di circa 50°; in alcuni punti sulla volta si dipartono in contropendenza brevi ramificazioni e nicchie, impostate su fratture perpendicolari agli strati).
In periodo piovoso il ramo "Gallerie e pozzi paralleli" è interessato da limitati scorri menti idrici (provenienti da un breve cunicolo ascendente, impostato su frattura, che si stacca in alto, a Ovest, dalla sommità della galleria principale): è questo l'unico apporto idrico (stagionale) che percorre oggi la grotta, scendendo da qui nella sottostante sala e poi nei rami inferiori della cavità.
In diversi punti la "Sala dell'unione delle due vie" comunica con un passaggio •spesso stretto e basso, ma largo (impostato su una frattura perpendicolare agli strati, immersa a Nord-Ovest con forte inclinazione, circa 45°): seguendo il percorso più agevole, superato un saltino verticale di 3 metri, si percorre poi una galleria fortemente inclinata, impostata sulla frattura, con evidenti morfologie freatiche e approfondimenti gravitativi.
Un altro salto di circa 3 metri immette in un più vasto ambiente, interessato da fenomeni clastici e
chemioclastici (sono presenti massi anche di grosse dimensioni; sulla volta vi sono invece alcune cupole di corrosione in corrispondenza di fasci di fratture sub-verticali orientate N 245°), oltre il quale la grotta riprende a scendere fortemente inclinata (sempre lungo la stessa frattura), con una larga galleria sul cui pavimento sono presenti diffuse colate concrezionali.
Raggiunto il fondo (punti 22 e 23 del rilievo topografico) si può risalire per una ventina di metri in direzione Est lungo una galleria ascendente interessata da depositi clastici e chemioclastici; sulla parete meridionale è conservata la testimonianza di uno spesso deposito sedimentario che doveva un tempo riempire tutto questo tratto della grotta, in parte successivamente svuotato. In diversi punti, infilandosi tra i massi concrezionati e angusti passaggi, vi sono ulteriori comunicazioni con l'ambiente sovrastante.
In direzione opposta la gallerja scende fino al punto più basso {5f3311536e9fc_sotto al punto 23 del rilievo, alla profondità di 75 metri rispetto all'imbocco della grotta}, dove in un piccolo buco sul pavimento concrezionato {5f3311536e9fc_allargato dal G.S.S. per consentire il passaggio} si infila la poca acqua che percorre stagionalmente la cavità: se ne può seguire il corso per una decina di metri scendendo un saltino di un paio di metri e proseguendo poi lungo uno stretto cunicolo discendente, fino alla strettoia che chiude il passaggio {5f3311536e9fc_il G.S.S. vi sta conducendo lavori
di disostruzione; questo tratto non è ancora stato riportato nel rilievo topografico}.
Dalla galleria principale della grotta, due metri più avanti {5f3311536e9fc_in direzione Sud-Ovest} e un metro più in alto rispetto al buco dove si infila stagionalmente l'acqua {5f3311536e9fc_punto 23 del rilievo topografico}, uno stretto passaggio consente di raggiungere una galleria discendente diretta ad Ovest, con morfologia freatica, incontrando un
primo laghetto e successive vaschette concrezionali; dopo 20 metri si cambia bruscamente direzione,
voltando di 90° verso Nord, e dopo altri 5 metri il passaggio risulta notevolmente ristretto; più avanti le dimensioni diventano meno anguste ed è più evidente l'evoluzione dell'originaria condotta freatica, con approfondimenti gravitativi che hanno originato un breve meandro, che - seguendo le fratture - cambia più volte direzione {5f3311536e9fc_S-N, E-O e N-S}; dai punti 34 e 38 del rilievo si staccano due brevi ramificazioni. Nel tratto successivo si vede lungo le pareti un deposito di ciottoli e argilla, testimone di un precedente riempimento in parte rimosso, ma in parte ancora presente sotto il pavimento concrezionato: la galleria si riduce
progressivamente a uno stretto cunicolo intransitabile, con depositi chemioclastici che paiono comunque occludere ogni prosecuzione anche al di là della strettoia nella quale termina attualmente la grotta, alla profondità di 83 metri.
La galleria sub-orizzontale {5f3311536e9fc_60 metri di sviluppo} testimonia l'antico livello di base dell'acqua di fondo della grotta, circa 10-15 metri sopra all'attuale livello del Rio di Sarozzo.
Itinerario
Da Calizzano si segue la strada provinciale verso Bardineto: circa un chilometro prima della frazione di Mereta si svolta a sinistra e si raggiungono le Case Gaviano; da lì si segue per circa 2 km la strada sterrata che risale il vallone del Rio Barozzo.
La strada attraversa il Rio più volte; circa 150 metri dopo il secondo incrocio strada-rio si vede sulla sinistra il piccolo fabbricato dell'acquedotto comunale: lo si supera e dopo 30 metri si svolta a destra, seguendo una seconda strada che attraversa il Rio e ne risale il versante idrografico sinistro, in direzione Ovest. Dopo circa 250 metri, al primo bivio si svolta a destra e si segue per altri 250 metri la strada che si snoda in direzione Est fino ad incontrare il canalone del Rio Raimondi. Da lì si risale per un centinaio di metri (su 40 metri di dislivello) lungo il sentiero che costeggia il versante idrografico sinistro del rio, in direzione Sud.
A quota m 900 slm si gira a destra e si seguono per una settantina di metri le tracce di un sentiero sub-orizzontale, fino ad arrivare all'imbocco della grotta.
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Pietro dei Monti).\r\nAll'inizio dei lavori di disostruzione intrapresi dal Gruppo Speleologico Savonese la cavit\u00e0 si presentava come un piccolo anfratto con un riempimento eterogeneo di ciottoli, piccoli massi e argilla (in parte cementati da limitate colate concrezionali), che occludeva completamente ogni prosecuzione, un metro e mezzo sotto l'imbocco; con un lungo lavoro di disostruzione \u00e8 stato rimosso il deposito (per una profondit\u00e0 di circa 4 metri, su una sezione di oltre un metro quadrato).\r\nSuperato il tratto sub-verticale disostruito, si prosegue lungo uno stretto cunicolo discendente (impostato su una frattura sub-verticale orientata N2700), al di sotto del quale si apre un salto verticale di circa 21 metri, articolato in un primo salto di poco pi\u00f9 di sette metri, fino a un terrazzino, e in un secondo pozzo di poco meno di 14 metri; il primo salto \u00e8 impostato su una frattura orientata NO\u00b0, che prosegue tanto a Nord quanto\r\na Sud: questo tratto di grotta doveva costituire un antico meandro evolutosi per corrosione-erosione da una originaria condottina freatica. 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Nel tratto successivo si vede lungo le pareti un deposito di ciottoli e argilla, testimone di un precedente riempimento in parte rimosso, ma in parte ancora presente sotto il pavimento concrezionato: la galleria si riduce\r\nprogressivamente a uno stretto cunicolo intransitabile, con depositi chemioclastici che paiono comunque occludere ogni prosecuzione anche al di l\u00e0 della strettoia nella quale termina attualmente la grotta, alla profondit\u00e0 di 83 metri.\r\nLa galleria sub-orizzontale {5f3311536e9fc_60 metri di sviluppo} testimonia l'antico livello di base dell'acqua di fondo della grotta, circa 10-15 metri sopra all'attuale livello del Rio di Sarozzo.\r\n","PERCORRIBILITA":"CON ATTREZZATURA SPELEOLOGICA","recordinsert":"2010-07-10 01:33:08","recordupdate":"2011-03-16 15:42:32","username":"admin","userupdate":"gabriellagiordani","marina":"N","archeologica":"N","rischioambientale":"N","chiusa":"N","ANDAMENTO":"PREVALENTEMENTE VERTICALE","data_verifica":null}
Dati compilazione
Data importazione
10/07/2010
Utente che ha inserito i dati
admin
Utente che ha aggiornato i dati
gabriellagiordani
Ultima modifica dei dati
16/03/2011

Coordinate:

Bibliografia

1998"Grotta del Boscaiolo di Barozzo": note geomorfologicheMASSUCCO RinaldoVisualizza
1998"Dal mio diario"Anonimo (PICCARDO Giuseppe)Visualizza
1998Barozzo: il sogno, il grande scavo … e la grottaSANNA Adele, SANNA ClaudiaVisualizza
1998Attività 1998 nella Valle Bormida (SV) e zone limitrofeSANNA AdeleVisualizza
2001Novità esplorative nell'area carsica di Bardineto (SV)DAL BO Giorgio, MASSA Enrico, MASSUCCO RinaldoVisualizza

Documentazione Delegazione Speleologica Ligure

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