Nome GROTTA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DESERTO
Numero 60 Numero Grotta SV 420 GROTTA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DESERTO Sinonimi SORGNRE DELLA GROTTA DEL GARBAZZO Data agg. catastale 2012-11-06 Regione LI Provincia SV Comune MILLESIMO Località SANTUARIO DEL DESERTO Monte BRIC DELL'ARMA Valle VALLE DEL RIO SANTUARIO
Area carsica SV18 VALLE DEI TRE RE - ALMAROSSA - PIANISSOLO Portata media 2.5 Utilizzo CAPTATA Uso POTABILE
Latitudine 4908932.0 Longitudine 435410.5 Tipo di coordinate UTM WGS84 Generiche Quota altimetrica 600 Quota cartografica 600 Valutazione dato POSIZIONAMENTO CARTOGRAFICO E.MASSA

Dati della grotta corrispondente a questa sorgente:

Numero 420
Nome GROTTA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DESERTO Altra denominazione GARBAZZO
Inserita a catasto da CARLINI W. ED ALTRI (1966) - COLONNA M., MALOSSI L., PATRUCCO P., PENNER M., SICCARDI F., SIDOTI T., VERRINI A. (1995) Regione LI Provincia SV Comune MILLESIMO Località SANTUARIO/BRIC CASTELLACCIO Area carsica SV18 VALLE DEI TRE RE - ALMAROSSA - PIANISSOLO Formazione MOR FORMAZIONE DI MOLARE Età Oligocene
Sviluppo reale 430 Sviluppo planimetrico 407 Estensione 192 Dislivello positivo 25 Dislivello negativo 0 Dislivello totale 25
Latitudine 4908950 Longitudine 1435425 Tipo di coordinate CTR 1:10000 Gauss Boaga Edizione 1981 Denominazione 228070 Ronchi Quota altimetrica 605 Quota cartografica 605 Idrologia cavità emittente permanente
GRUPPI G.S.SAVONESE Data agg. catastale 19/04/2010 NOTE REVISIONE CATASTALE 1995 -
ACQUEDOTTO DI MILLESIMO
Dati di posizionamento da scheda originale Revisione Catastale
DESCRIZIONE La “Grotta del Santuario della Madonna del Deserto” è nota localmente col nome di “Garbazzo”: l’immagine affrescata che decorava il muro del seccatoio che precedette (nel tempo e nella devozione) il sette-ottocentesco Santuario, era comunemente denominata “Madonna del Garbazzo” (anche in questo caso è singolare l’accostamento tra il fenomeno naturale della grotta-risorgenza e l’elemento sovrannaturale della fede religiosa).
La cavità si apre e si sviluppa all'interno di alcuni strati di un conglomerato Oligocenico grossolano, alternato a livelli arenacei con lenti marnoso-sabbiose ed è percorsa da un modesto corso d’acqua perenne, captato a scopo potabile dal Comune di Millesimo.
L’ingresso inferiore della grotta, protetto da una cancellata in ferro, dà accesso ad una galleria comodamente percorribile, allargata artificialmente per una lunghezza di circa 80 metri (caposaldi da 0 a 12) in occasione dei lavori di canalizzazione dell’acqua che la percorre (imbrigliata al caposaldo 15). In questo primo tratto spesso la base e le pareti della galleria sono state rinforzate con manufatti in muratura (in cemento e a secco).
Nei pressi del caposaldo 8 si può accedere ad un basso ambiente impostato in interstrato (caposaldi da 70 a 72), da cui risale una breve galleria (caposaldi da 72 a 75) ed un largo scivolo (caposaldo 76).
Da qui si accede in un ambiente morfologicamente molto differente, impostato su di una marcata fratturazione sub-verticale, che è possibile risalire tra i massi, risultanti da crolli delle pareti e della volta, sino al caposaldo 85.
Ritornando al termine della galleria artificiale e risalendo presso il caposaldo 14, si raggiunge invece un cunicolo spesso occupato da profonde pozze d’acqua e percorso dal torrente solo in occasione di piene eccezionali (caposaldi da 14' a 21). In questi rarissimi casi, il tratto tra i caposaldi 21 e 26 viene occluso da deposito sabbioso.
Oltre a questo punto, percorsi ancora una ventina di metri in un basso e largo interstrato la cui base è ingombra di sabbia e ciottoli (sino al caposaldo 29), è possibile scendere nella galleria percorsa dal torrente (dal caposaldo 30 al 39), morfologicamente ancora un interstrato simile al precedente.
L’acqua che vi scorre, proviene da un minuscolo sifone e si perde in altro. E’ anche possibile invece risalire una ripida condotta con morfologie a pieno carico, che immette in un tratto della grotta ormai completamente fossile (caposaldi da 40 a 42) caratterizzato ancora da imponenti depositi sabbiosi.
A questo punto è possibile percorrere per qualche metro una frattura verso valle (caposaldi da 42 a 45) oppure accedere verso monte ad un vasto ambiente (caposaldi da 42 a 56) interessato da notevoli depositi concrezionali: si tratta della Sala Pelagalli, secondo la denominazione dei primi esploratori (Gruppo Grotte Ferrania)
Da questa camera è possibile risalire in un piccolo ambiente controllato dalla fratturazione (dai caposaldi 49 a 51) oppure accedere, verso monte, ad un basso cunicolo impostato in interstrato (dai caposaldi 52 a 55) e ancora ad un angusto e articolato interstrato, disposto ad un livello superiore (caposaldi da 56 a 64).
Giunti in una prima camera concrezionata (caposaldo 65) e passato un ulteriore restringimento, si accede nell’ultimo ambiente, ancora impostato su di un largo e basso interstrato interessato da un imponente riempimento di sedimento sabbioso: qui si trovano alcune curiose concrezioni, dalle forme molto insolite: le “stalagmiti a tazza” ed una incredibile stalagmite con il becco, che ricorda un pinguino.
Informazioni aggiuntive RILIEVO
Cavità marina No Cavità archeologica No Rischio ambientale No Cavità chiusa Si

Bibliografia


CONVERSIONI
DATUM WGS84:
lat: 44.33077984
lon: 8.18987083
lat: 44° 19' 50.807''
lon: 8° 11' 23.535''

UTM WGS84
northing: 4908932
easting: 435410
zone: 32T
DATUM ED50:
lat: 44.33175136579
lon: 8.1909315835856
lat: 44° 19' 54.305''
lon: 8° 11' 27.354''

UTM ED50
northing: 4909129
easting: 435493
zone: 32T
DATUM ROME1940:
lat: 44° 19' 48.471''
lon: 4° 15' 43.525'' Ovest di Monte Mario

GAUSS BOAGA
northing: 4908950
easting: 1435436