Numero 248
Nome TANA DELL' ORPE Altra denominazione TANA DELLA VOLPE;TANA \
Inserita a catasto da MAIFREDI P. (1965) - CELLA G., VERRINI A. ED ALTRI (1998) Regione LI Provincia SV Comune MILLESIMO Località BRIC TANA/VALLE RIO MOLINO Area carsica SV17 BRIC TANA Formazione MOR FORMAZIONE DI MOLARE Età Oligocene
Sviluppo reale 373 Sviluppo planimetrico 357 Estensione 0 Dislivello positivo 1.5 Dislivello negativo -16 Dislivello totale 17.5
Latitudine 4911716 Longitudine 1437347 Tipo di coordinate Gauss Boaga Generiche Edizione 0 Denominazione 81 II SO CAIRO MONTENOTTE Quota altimetrica 510 Quota cartografica 0 Idrologia cavità assorbente temporanea
GRUPPI G.S.L. A.ISSEL/G.S.SAVONESE/G.G.NOVARA DESCRIZIONE La “Tana de l’Orpe” (nome che deriva da una deformazione della denominazione dialettale “Tana ‘dra Vurp”) si apre in una valle cieca, con un comodo ingresso caratterizzato da un alto pseudo-canale di volta; sulla sinistra si sviluppano invece alcuni bassi ambienti, presto intransitabili.
Recentemente, in occasione delle alluvioni del 1994 e del 1995, l’acqua del rio ha reso transitabile sulla destra un nuovo, ma più angusto ingresso, che drena ora quasi tutto il flusso idrico in entrata, dal quale si può arrivare direttamente nei pressi del punto 3 del rilievo topografico della grotta.
La cavità è caratterizzata da ambienti di modeste dimensioni, in cui si alternano angusti passaggi a brevi tratti più facilmente percorribili: si estende per circa 150 metri in direzione Nord-Est e per oltre 200 metri in direzione Nord, lungo due principali direttrici di fratturazione (orientate rispettivamente ENE-OSE e Nord-Sud), seguendo l’immersione degli strati.
Si possono distinguere un ramo principale, noto da parecchi anni, e un ramo secondario, esplorato dal Gruppo Speleologico Savonese nel 1997.
Ramo principale
Dall'imbocco principale si percorre un meandro, quasi sempre alto e dal fondo ghiaioso, che presenta due caratteristiche pieghe a gomito (in corrispondenza dell’intersezione di due delle fratture lungo le quali si sviluppa la grotta); poco più avanti si incontra la galleria più ampia della cavità, generata da due condotte affiancate (unite da processi di anastomosi), impostate lungo una marcata superficie di discontinuità.
Verso Sud la prosecuzione è sbarrata da un grande crollo (in salita), correlato a un ben evidente sprofondamento esterno, mentre nella direzione opposta si incontra una serie di angusti cunicoli secondari sabbiosi, che diventano presto intransitabili (punti 67-76 del rilievo).
Superate due ulteriori curve a gomito, la galleria principale si allarga nella “Sala Bertarelli”, ampio ambiente piuttosto squadrato, impostato lungo l’intersezione di due fasci di fratture.
Poco prima della sala, sulla destra si stacca un ramo laterale, il “Ramo delle Concrezioni”, interessante sia per le belle morfologie del meandro, sia per le concrezioni presenti: questo ramo riporta nuovamente all'esterno, in corrispondenza del rio Molino, poco a monte dell’ingresso esterno della grotta.
Tutto il ramo (attualmente occluso) viene stagionalmente percorso da un rigagnolo.
Sulla destra della Sala Bertarelli, da uno stretto ed alto meandro (punto 66 del rilievo), proviene un modesto flusso idrico perenne, raccolto e drenato dalla galleria principale. Sul lato opposto della sala, in alto, altri stretti cunicoli di¬vengono presto intransitabili: molto probabilmente sono in comunicazione con la volta del meandro del “Ramo Nuovo”.
Da qui la galleria principale prosegue in discesa, con passaggi via via più stretti; superati dapprima una cascatella e poi un laghetto, si segue una galleria che si abbassa progressivamente. Dopo due brusche svolte, si oltrepassa strisciando un tratto fangoso (il “sifone”), giungendo infine in un modesto slargo (punto 22): risalendolo, si raggiunge un breve tratto di galleria-relitto, di dimensioni maggiori (punti 26, 27). Discendendo invece un saltino (alla cui base confluisce, filtrando da una frana, un nuovo modesto flusso idrico), si incontra un basso passaggio che immette in una stretta condotta semi-allagata, impostata in inter¬strato, che costituisce l’attuale termine della cavità (punto 25).
Ramo nuovo
Una quindicina di metri dopo la “Sala Bertarelli” (punto 15 del rilievo topografico), sulla sinistra, è possibile seguire per oltre cento metri uno stretto e faticoso cunicolo, dall’andamento mediamente discendente e caratterizzato da evidenti morfologie freatiche. Lungo tutto il suo sviluppo si alternano stretti passaggi impostati su una marcata discontinuità sub-verticale a direzione costante con improvvise variazioni di direzione.
L’ultimo tratto di questo cunicolo, interessato dalla presenza di alcune pozze perenni e da una parete costituita da grandi placche ofiolitiche, risale di alcuni metri, prima di diventare intransitabile (punto 60).
Informazioni aggiuntive RILIEVO
Cavità marina No Cavità archeologica Si Rischio ambientale No Cavità chiusa No

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Bibliografia

Coordnate relative ai principali sistemi di riferimento:

UTM WGS84
northing: 4911698 easting: 437321 zone: 32T


GEOGRAFICHE WGS84
lat: 44.35584698 lon: 8.21349842
lat: 44° 21' 21.049'' lon: 8° 12' 48.594''
UTM ED50
northing: 4911895 easting: 437404 zone: 32T
GEOGRAFICHE ED50
lat: 44.356817689957 lon: 8.2145591084467
lat: 44° 21' 24.544'' lon: 8° 12' 52.413''
GEOGRAFICHE ROME1940:
lat: 44° 21' 18.711'' lon: 4° 14' 18.468'' Ovest di Monte Mario
GAUSS BOAGA
northing: 4911716 easting: 1437347


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