Numero 420 Data importazione 10/07/2010 Utente che ha inserito i dati admin Utente che ha aggiornato i dati enricomassa Ultima modifica dei dati 19/02/2017
Nome GROTTA DEL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL DESERTO Altra denominazione GARBAZZO
Primo catastatore CARLINI W. ED ALTRI (1966) - COLONNA M., MALOSSI L., PATRUCCO P., PENNER M., SICCARDI F., SIDOTI T., VERRINI A. (1995) Regione LI Provincia SV Comune MILLESIMO Località SANTUARIO/BRIC CASTELLACCIO Area carsica SV18 VALLE DEI TRE RE - ALMAROSSA - PIANISSOLO Formazione MOR FORMAZIONE DI MOLARE Età Oligocene
Sviluppo reale 430 Sviluppo planimetrico 407 Estensione 192 Dislivello positivo 25 Dislivello negativo 0 Dislivello totale 25
Latitudine 4908950 Longitudine 1435425 Tipo di coordinate CTR 1:10000 Gauss Boaga Edizione 1981 Denominazione 228070 Ronchi Quota altimetrica 605 Quota cartografica 605 Idrologia cavità emittente permanente
GRUPPI G.S.SAVONESE Data agg. catastale 19/04/2010 NOTE REVISIONE CATASTALE 1995 -
ACQUEDOTTO DI MILLESIMO
Dati di posizionamento da scheda originale Revisione Catastale
DESCRIZIONE La “Grotta del Santuario della Madonna del Deserto” è nota localmente col nome di “Garbazzo”: l’immagine affrescata che decorava il muro del seccatoio che precedette (nel tempo e nella devozione) il sette-ottocentesco Santuario, era comunemente denominata “Madonna del Garbazzo” (anche in questo caso è singolare l’accostamento tra il fenomeno naturale della grotta-risorgenza e l’elemento sovrannaturale della fede religiosa).
La cavità si apre e si sviluppa all'interno di alcuni strati di un conglomerato Oligocenico grossolano, alternato a livelli arenacei con lenti marnoso-sabbiose ed è percorsa da un modesto corso d’acqua perenne, captato a scopo potabile dal Comune di Millesimo.
L’ingresso inferiore della grotta, protetto da una cancellata in ferro, dà accesso ad una galleria comodamente percorribile, allargata artificialmente per una lunghezza di circa 80 metri (caposaldi da 0 a 12) in occasione dei lavori di canalizzazione dell’acqua che la percorre (imbrigliata al caposaldo 15). In questo primo tratto spesso la base e le pareti della galleria sono state rinforzate con manufatti in muratura (in cemento e a secco).
Nei pressi del caposaldo 8 si può accedere ad un basso ambiente impostato in interstrato (caposaldi da 70 a 72), da cui risale una breve galleria (caposaldi da 72 a 75) ed un largo scivolo (caposaldo 76).
Da qui si accede in un ambiente morfologicamente molto differente, impostato su di una marcata fratturazione sub-verticale, che è possibile risalire tra i massi, risultanti da crolli delle pareti e della volta, sino al caposaldo 85.
Ritornando al termine della galleria artificiale e risalendo presso il caposaldo 14, si raggiunge invece un cunicolo spesso occupato da profonde pozze d’acqua e percorso dal torrente solo in occasione di piene eccezionali (caposaldi da 14' a 21). In questi rarissimi casi, il tratto tra i caposaldi 21 e 26 viene occluso da deposito sabbioso.
Oltre a questo punto, percorsi ancora una ventina di metri in un basso e largo interstrato la cui base è ingombra di sabbia e ciottoli (sino al caposaldo 29), è possibile scendere nella galleria percorsa dal torrente (dal caposaldo 30 al 39), morfologicamente ancora un interstrato simile al precedente.
L’acqua che vi scorre, proviene da un minuscolo sifone e si perde in altro. E’ anche possibile invece risalire una ripida condotta con morfologie a pieno carico, che immette in un tratto della grotta ormai completamente fossile (caposaldi da 40 a 42) caratterizzato ancora da imponenti depositi sabbiosi.
A questo punto è possibile percorrere per qualche metro una frattura verso valle (caposaldi da 42 a 45) oppure accedere verso monte ad un vasto ambiente (caposaldi da 42 a 56) interessato da notevoli depositi concrezionali: si tratta della Sala Pelagalli, secondo la denominazione dei primi esploratori (Gruppo Grotte Ferrania)
Da questa camera è possibile risalire in un piccolo ambiente controllato dalla fratturazione (dai caposaldi 49 a 51) oppure accedere, verso monte, ad un basso cunicolo impostato in interstrato (dai caposaldi 52 a 55) e ancora ad un angusto e articolato interstrato, disposto ad un livello superiore (caposaldi da 56 a 64).
Giunti in una prima camera concrezionata (caposaldo 65) e passato un ulteriore restringimento, si accede nell’ultimo ambiente, ancora impostato su di un largo e basso interstrato interessato da un imponente riempimento di sedimento sabbioso: qui si trovano alcune curiose concrezioni, dalle forme molto insolite: le “stalagmiti a tazza” ed una incredibile stalagmite con il becco, che ricorda un pinguino.
Informazioni aggiuntive RILIEVO
Cavità marina No Cavità archeologica No Rischio ambientale No Cavità chiusa Si

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Bibliografia

Coordnate relative ai principali sistemi di riferimento:

UTM WGS84
northing: 4908932 easting: 435399 zone: 32T


GEOGRAFICHE WGS84
lat: 44.33077908 lon: 8.18972702
lat: 44° 19' 50.805'' lon: 8° 11' 23.017''
UTM ED50
northing: 4909129 easting: 435482 zone: 32T
GEOGRAFICHE ED50
lat: 44.331750605932 lon: 8.1907877799901
lat: 44° 19' 54.302'' lon: 8° 11' 26.836''
GEOGRAFICHE ROME1940:
lat: 44° 19' 48.468'' lon: 4° 15' 44.043'' Ovest di Monte Mario
GAUSS BOAGA
northing: 4908950 easting: 1435425


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