Gestionale speleologico ligure

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Numero 1784
Nome DIACLASI DEL CHIAPPOZZO Altra denominazione GROTTA SUPPOSTA
Inserita a catasto da BASTANTI P.F. Regione LI Provincia GE Comune GENOVA Località M.CHIAPPOZZO, NE Monte CHIAPPOZZO Area carsica GE36 ALTA VAL GRAVEGLIA,GE36 ALTA VAL GRAVEGLIA Formazione CAL CALCARI A CALPIONELLE Età Giurassico Sup. (Titoniano)
Sviluppo reale 93.3 Sviluppo planimetrico 84.81 Estensione 53.4 Dislivello negativo 15.4
Latitudine 4913820 Longitudine 539070 Tipo di coordinate CTR 1:10000 UTM Edizione 0 Quota GPS 0 Quota altimetrica 1082.5 Quota cartografica 1083 Idrologia solo stillicidio Percorribilità PERICOLOSITÀ IMPREVEDIBILE % STAGIONALE
GRUPPI G.S.MARTEL Data agg. catastale DESCRIZIONE La grotta si sviluppa lungo un sistema di fratture, talvolta beanti, già visibili all'esterno, in particolare sulla cima del monte Chiappozzo dove hanno direzione 262°N, immersione S ed inclinazione circa 400. Essa è caratterizzata da piccole sale e gallerie originate dal crollo degli strati caIcarei biancastri intercalati a straterelli argilloso-scistosi (che, al pto 2 risultano avere inclinazione di 40°, immersione W-SW e direzione 330-340° N) o dî parte di essi.
In base alla diffico1tà ed alla pericolosità della progressione, la grotta si può distinguere in tre parti principali:

1. agevole, moderatamente pericolosa

che si snoda tra il pto O ed il pto 3, dove la progressione è resa agevole date le dimensioni delle due salette e della galleria in discesa che le separa, e la lîmitata quantità di acqua che cola lungo le diffuse fratture del soffitto sulle pareti e che si infiltra in gran parte tra i massi (talvolta dî diversi metri cubi) che costituiscono il pavimento. Nella seconda saletta, alla base della parete S-SW, si apre un'apertura attraverso la quale si accede ad una galleria da percorrere dapprima in piedi e, successĭvamente, carponi, che si sviluppa tra blocchi di varie dimensioni (pti 16, 17, 18) in direzione S-SW; si può ipotizzare che tale galleria, ostruita da una frana di massi attraverso i quali filtra la luce esterna, poteva condurre ad un secondo ingresso, forse precedente a quello attuale che si trova quattro metri più in alto.
Proseguendo sempre verso l'interno della cavità, alIa base della parete N, si percorre una strettoia che conduce al pto 4;

2. ampia, mediamente pericolosa

che si sviluppa tra il pto 4 e il pto 6, dove si aprono la sala e la gallerie più ampie della grotta e dove, peraltro, comincia ad essere diffuso ed abbondante il fango che rende scivoloso l' avanzamento; in questo tratto, si aprono sul soffitto fratture beanti che isolano, talvolta, blocchi incombenti; tra il pto 6 ed il pto 7, si procede scegliendo il passaggio più basso, più agevole e meno fangoso, alto 2,20 m, e separato da quello superiore da un ammasso di blocchi
incastrati tra le pareti;

3. progressivamente più ridotta, da percolosa a molto pericolosa

che prosegue oltre il pto 7 fino ai pti 11 e 14, in corrispondenza dei quali si esaurisce la parte accessibile: in questo tratto, la presenza del fango rende pericolosa la progressione che procede attraverso gallerie e piccoli anri, dapprima in salita, poi subpianeggianti ed infine nuovamente in salita. Arrivati al pto 9, inizia un ramo che sale ripidamente per diversi metri dove non sono presenti appigli ed è stato, quindi, necessario l' impiego di 2 SPIT per la salita; questo ramo continua oltre un grosso masso, ma non è stato esplorato perchè tutto molto scivoloso, instabile e pericoloso. Procedendo ancora, si incontra un pozzetto che si approfondisce tra blocchi di discrete dimensioni, resi molto scivolosi dall' abbondante fango; superato il pto 10, si incontra una galleria che si percorre piuttosto comodamente e che finisce in una saletta resa impercorribile dalle ridotte dimensioni e dall'abbondante fango

Nel complesso, la grotta non risulta originata da speleogenesi, bensì dal progressivo crollo degli strati di roccia intensamente fratturati; le pareti ed il soffitto non risultano concrezionati o rivestiti di carbonato di calcio: la circolazione d' acqua e di fango, riscontrata durante la progressione, era dovuta all'intensa pioggia che si infiltra rapidamente attaverso le fratture,

Per le caratteristiche fin qui esposte, giudicheremmo la grotta molto pericolosa.
ITINERARIO Passo del Biscia: lasciare la macchina vicino alla chiesetta, procedere dietro la stessa, imboccare il sentiero, (l'unico visibile) e seguirlo dopo avere superato i piani di Chiappozzo e colle Chiappozzo fino alla sua fine, alla base della vetta di monte Chiappozzo. Lasciato il sentiero, inerpicarsi verso la vetta sul versante S per circa 120 m: l'ingresso della grotta si apre in modo piuttosto evidente in prossimità di un ammasso di blocchi


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