Nome SAN BERNARDINO - ORCO ACARCOD SV32 Provincia SV Bacino imbrifero SCIUSA , AQUILA Comuni FINALE LIGURE, ORCO FEGLINO Superficie interessata (ha) 740 Elementi ctr 10000 229130, 228160, 245040, 246010 Quota massima 401 Quota minima 30 Sic IT 1323201 Finalese-Capo Noli Descrizione dell'area L’area carsica di San Bernardino – Orco, come tutto il Finalese, presenta elevati valori dal punto di vista archeologico e paleontologico grazie ai numerosi ritrovamenti rinvenuti in molte grotte e/o ripari presenti nel territorio (ritrovamenti musteriani risalenti al Paleolitico medio e importanti resti di fauna Pleistocenica dell’Arma degli Zerbi, incisioni rupestri all’Arma Moretta). Infatti, fin dall’inizio del Quaternario la zona ospitò insediamenti umani che riuscìrono a trovare condizioni favorevoli soprattutto per la mite situazione climatica dovuta alla posizione geografica (anche durante le glaciazioni) e per la presenza di numerosi ripari naturali.
Le conoscenze speleologiche e idrogeologiche di quest’area carsica sono in parte limitate in quanto le grotte fino ad ora note presentano modesti sviluppi e risultano essere piuttosto epidermiche; gli studi e le ricerche per una conoscenza più approfondita del sistema sono pertanto ancora in corso su tutta l’area.
L’area infine risulta estremamente importante dal punto di vista naturalistico per la grande varietà di ambienti naturali che ha permesso la conservazione di una elevata biodiversità, con abbondanza di specie animali e vegetali rare e/o esclusive e per tale motivo è compresa nel SIC “Finalese-Capo Noli”.
Inquadramento geografico L’area carsica si inserisce dal punto di vista geografico nella regione del Finalese seguendone quindi i caratteri ambientali, naturali, geologici e geomorfologici. Geograficamente la regione si estende per circa 740 km2 ed è localizzata tra le aree carsiche SV30 e SV31, delimitata a Ovest dal Torrente Aquila e ad Est dal Torrente Sciusa; comprende tutto il vasto Altopiano di San Bernardino, l’incassata Val Cornei e la fossile Val Nava. A Nord il confine è segnato dalle pareti di Monte Cucco e dai centri abitati di Orco e di Boragni mentre a Sud l’area si estende sino al limite dell’altopiano, in corrispondenza delle borgate di Monticello, San Bernadino e Lacremà. La morfologia è quella tipica degli altipiani finalesi, delimitati da ripide falesie e solcati da profonde incisioni vallive, con una vegetazione prevalente a macchia mediterranea e bosco sempreverde di leccio nelle zone più alte e quindi soleggiate, mentre i fondovalle sono dominati da bosco misto termofilo (inversione termica altitudinale). Tra le macroforme carsiche più evidenti le doline e gli inghiottitoi attivi (zona di assorbimento in alta Val Nava), le valli fossili dal fondo piatto e ricco di terre rosse (Val Nava), le valli a canyon (valli Sciusa, Aquila e Cornei) e i cockpit (Campuriundu). Le microforme più caratteristiche ed evidenti sono, invece, rappresentate dalle vaschette di corrosione, numerose in tutta l’area e alcune anche di grandi dimensioni (a titoli di esempio quelle sulla dorsale di Monte Cucco) e le scannellature. Inoltre si ricorda la presenza su tutta la zona sommitale dell’altopiano di evidenti depositi di “terre rosse”.
Piuttosto limitate le influenze antropiche sull’area in quanto gli unici insediamenti abitativi risultano marginali rispetto ai confini, così come le attività agricolo-pastorali oggi ormai limitate e prossime agli insediamenti, contrariamente invece ad epoche passate (sino agli anni ’50) quando gran parte della zona era coltivata e/o utilizzata a pascolo, come testimoniano i numerosi terrazzamenti invasi dal bosco e i prati abbandonati. Inoltre l’intera area, non essendo attraversata da strade rotabili, ma solo da una fitta rete sentieristica, si presenta ancora meno antropizzata rispetto ad altre zone del Finalese. La maggiore frequentazione è imputabile alle attività sportive di outdoor tra le quali l’arrampicata, la mountain bike e l’escursionismo. Per quanto riguarda l’attività estrattiva, risultano inattive tutte le cave presenti per lo sfruttamento della Pietra di Finale, coltivata sino dall’antichità e commercializzata come pregiata pietra ornamentale.
Inquadramento geologico L’area è caratterizzata da un esteso affioramento (quasi tutta l’area), a giacitura sub orizzontale, costituito dalla formazione denominata Pietra di Finale (Miocene, 20-5 Ma), una roccia carbonatica sedimentaria, di origine marina, formata prevalentemente da calcari bioclastici a cemento calcitico (per il 90% è composta da frammenti di conchiglie, gusci di echinodermi, denti di pesci e di altri resti fossili). In particolare tale affioramento fa parte dell’unità litologica denominata “Membro di Monte Cucco”, che con una potenza sino a circa 200 metri, rappresenta nel suo complesso circa il 90% degli affioramenti di tutto il calcare di Finale. Localmente questa formazione calcarea è sottesa dal Complesso di base depositatosi nel corso del Miocene inferiore (30-24 Ma, costituito da conglomerati, brecce, arenarie e marne), ma che nell’area in questione non è affiorante.
Limitati gli affioramenti di calcari e calcari dolomitici, potenti diverse centinaia di metri sino al livello del mare e discordanti rispetto alla copertura miocenica, costituiti dai Calcari di Val Tanarello (settore Sud-occidentale, versante sinistro idrografico della Valle dell’Aquila e una modesta lente nel settore Sud-orientale, sotto il Bric Reseghe), risalenti al Giurassico superiore (150-140 Ma), poco erodibili, ma estremamente solubili, e dagli affioramenti della formazione delle Dolomie di San Pietro ai Monti (piccola lente in affioramento nel versante Sud-orientale del Bric Reseghe) risalenti al Trias medio (225-190 Ma). Quest’ultime, ricche di magnesio, di colore dal grigio al bluastro, risultano essere meno carsificabili rispetto alla copertura miocenica comportandosi di fatto da basamento impermeabile; pertanto, nonostante il potenziale carsico dell’area sia di oltre 300 m, limitato risulta essere lo sviluppo e la profondità dei reticoli ipogei ad oggi conosciuti.
Caratteristiche speleologiche Le esplorazioni speleologiche nell’area sono state condotte negli anni ‘60-‘70 principalmente dal Gruppo Speleologico Ligure “A. Issel” di Genova e successivamente dal 1980 ad oggi dal Gruppo Speleologico Imperiese, dal Gruppo Speleologico Borgio Verezzi e dal Gruppo Speleologico Savonese.
Nell’area carsica sono attualmente conosciute 41 grotte per uno sviluppo totale di circa 606 m; 25 di esse si trovano nel Comune di Finale Ligure e 16 sono in Comune di Orco Feglino. La cavità più alta in quota è il Riparo del Trono ubicato a 350 m s.l.m. e la più bassa è la Grotta di Stroloch a 130 m s.l.m.. Le grotte presenti nell’area sono tutte caratterizzate da sviluppi piuttosto limitati; la grotta più lunga risulta essere l’Arma della Strapatente, con 64 m di sviluppo in pianta.
Tra le cavità degne di nota ricordiamo, oltre all’Arma della Strapatente, la Grotta dei Balconi, la Caverna Borzini, la Grotta dei Pipistrelli, l’Arma degli Zerbi.
Caratteristiche idrogeologiche (idrologia) Il carsismo nella formazione miocenica della Pietra di Finale, scarsamente interessata da fenomeni tettonici, presenta cavità ad andamento più che altro orizzontale o suborizzontale, ove gli strati di sedimentazione, in associazione all’elevata permeabilità per porosità, divengono di fatto l’elemento speleogenetico preponderante. Il carsismo nella formazione triassica invece è caratterizzato prevalentemente da morfologie di crollo controllate principalmente dalla tettonica. Altro fenomeno di notevole influenza sullo sviluppo ipogeo locale è rappresentato dal contrasto di permeabilità e soprattutto di solubilità fra i calcari miocenici e le sottostanti formazioni dolomitiche, le quali sovente si comportano da basamento impermeabile governando di fatto i deflussi ipogei degli acquiferi carsici.
L’Altopiano di S. Bernardino costituisce la principale zona di assorbimento dei sistemi ed è caratterizzata da una infiltrazione diffusa, data l’elevata permeabilità del settore, che impedisce deflussi incanalati superficiali; l’unica zona dove è individuabile un assorbimento concentrato è l’alta Val Nava, dove tra i coltivi e la boscaglia sono facilmente identificabili numerosi inghiottitoi e doline idrovore. Probabilmente anche in profondità l’assorbimento e la circolazione sono dispersi e proprio per tale motivo pochi sono ad oggi i sistemi ipogei esplorati. Gli studi idrogeologici hanno stabilito che gran parte delle acque dell’altopiano sono drenate verso la Sorgente del Martinetto, situata in riva destra idrografica del Torrente Sciusa ad una quota di circa 60 m e che, considerate le rilevanti portate (tra i 60 e oltre 500 litri/s), risulta essere la più importante del Finalese (captata dall’acquedotto comunale). Solo la zona Sud-occidentale dell’altopiano sembrerebbe drenare le acque verso la sorgente degli Scogli Rotti situata in Valle dell’Aquila.
Caratteristiche geomorfologiche (carsismo) Altopiano carsico delimitato da falesie lungo i due canyons laterali originati dai torrenti Sciusa e Aquila. Carso coperto ricco di doline: Valle fossile di Val Cornei ed altre minori valli sospese. Forme di carsismo superficiale Copertura vegetale e uso del suolo (ambiente) L’area carsica è quasi interamente compresa entro il Sito di Importanza Comunitaria Finalese-Capo Noli che per la grande varietà di ambienti e l’elevatissima biodivesità, rappresenta uno dei più importanti S.I.C. regionali (circa 28 kmq). Il processo di antropizzazione ha lasciato segni a partire dal lontano Paleolitico ed è proseguito in armonia con l’ambiente attraverso la romanità ed il medioevo fino ai giorni nostri con testimonianze archeologiche e architettoniche di grande significato.
Gli habitat più interessanti sono rappresentati da formazioni rupestri costiere ed interne, che interrompono con ripide falesie gli altipiani dominati da macchia mediterranea, boschi di leccio, pino d’Aleppo e verdi praterie ricche di orchidee. Nei fondovalle si trovano zone fresche e umide con boschi misti di carpino nero e orniello. Sulle falesie costiere si rinvengono importanti specie alofite, piante con adattamenti speciali per le forti concentrazioni saline. La varietà di ambienti ha permesso la conservazione di una elevata biodiversità, con abbondanza di specie animali e vegetali rare o esclusive.
Specie botaniche di maggiore interesse
Campanula del savonese (Campanula sabatia), rarissima ed endemica della Liguria occidentale, campanula del Finalese (Campanula isophylla), bellissima specie esclusiva di questo S.I.C, vilucchio di Capo Noli (Convolvulus sabatius), delicatissimo e raro relitto paleomediterraneo.
Specie animali di maggiore interesse
Uccelli: falco pellegrino e gufo reale. Rettili e Anfibi (che nel Finalese raggiungono il limite orientale di diffusione e sono assenti nel resto d’Italia): lucertola ocellata (Timon lepidus), pelodite punteggiato (Pelodytes punctatus) e raganella mediterranea (Hyla meridionalis).
Le numerose grotte ospitano una ricca fauna cavernicola con popolazioni di chirotteri e importanti specie endemiche di invertebrati.
Vulnerabilità e particolari cautele da adottare
Il grande valore naturale di quest’area implica altresì un’elevata vulnerabilità a causa della pressione antropica. I principali rischi possono derivare da: 1) iniziative di speculazione edilizia, che non prendano in considerazione le possibili ripercussioni negative su habitat e specie; 2) il passaggio ricorrente di pericolosi incendi, causa di consistenti fenomeni di regressione e impoverimento della vegetazione e delle fauna locale; 3) i rischi elevati di inquinamento degli ambienti ipogei e delle risorse idriche sotterranee.
Note/Osservazioni L’area carsica, come già ampiamente accennato, risulta discretamente studiata ed è tutt’ora oggetto di indagini; tuttavia le conoscenze dei deflussi ipogei sono ancora limitate e per tale motivo risulta estremamente importante tutelare le zone di assorbimento concentrato localizzate tra i coltivi ancora attivi (inghiottitoi della Val Nava).
Risulta evidente e necessario riperimetrare i limiti in corrispondenza dell’affioramento miocenico presso la chiesa di San Bernardino, unica zona dell’area pesantemente antropizzata.
Le numerose cave dismesse (Cava dell’Arma e cave di Monte Cucco) necessiterebbero di importanti interventi di recupero ambientale e pulizia con rimozione dei vecchi impianti (carpenterie, attrezzature, automezzi, ecc…).
Grotte a rischio ambientale: presso la cava del Martinetto, in località Ponte Cornei, le piccole cavità presenti sul fronte di cava sono ingombre di rifiuti , così come la sorgente Granero, ubicata nelle vicinanze.
Caratteristiche geolitologiche Calcare di Finale Ligure (Pietra di Finale), Altre caratteristiche Accertati giacimenti paleontologici di grande interesse incisioni rupestri e altre tracce di insediamenti preistorici. Fauna troglobia e troglossena Bibliografia Anonimo (1967) – Consolidamento della frana alla Grotta del Mulino, Notiziario Speleologico Ligure, G.S. Ligure "A.Issel", Genova (GE), Anno IV, n.3-4, pag. 17
BORBONESE Arturo (2001) – Grotte, Caverne e Ripari del Finale, stampato in proprio, Varigotti (SV), pag. 1-35
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GRUPPI Gruppo Grotte Borgio Verezzi, Gruppo Speleologico Savonese Compilatori Enrico Massa e Elena Quaglia (Gruppo Speleologico Savonese)

Bibliografia

Grotte conosciute in quest'area: 40


156 GROTTA INFERIORE DELLA CAVA DEL MARTINETTO SV.R.0 SV.PL.30 ES.0 P.0 wgs84: 44.2052809N 8.35276842E Q.80
157 ARMA DO BRUXIOU SV.R.0 SV.PL.20 ES.0 P.0 wgs84: 44.207805555556N 8.3513055555556E Q.212
207 ARMA DELL' AQUILA SV.R.0 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20471555N 8.32967017E Q.200
209 CAVERNA DELLE STALATTITI SV.R.0 SV.PL.15 ES.0 P.0 wgs84: 44.20430363N 8.33005032E Q.300
210 ARMA DELLA STRAPATENTE SV.R.202.9 SV.PL.64 ES.64 P.17.78 wgs84: 44.21148728N 8.35015942E Q.340
212 CAVERNA CORNEJ SV.R.0 SV.PL.10 ES.0 P.0 wgs84: 44.20735469N 8.35171935E Q.140
332 ARMA DELLA MORETTA SV.R.12 SV.PL.11 ES.14 P.0 wgs84: 44.1866727N 8.33266489E Q.240
437 GROTTA DEL MULINO SV.R.20 SV.PL.0 ES.0 P.12 wgs84: 44.19860875N 8.35421807E Q.180
438 GROTTA 2 DELLA STRAPATENTE SV.R.60 SV.PL.0 ES.64 P.17.7 wgs84: 44.21068156N 8.34937969E Q.325
444 GROTTA DELLA FRANGIA SV.R.11 SV.PL.11 ES.11 P.1.4 wgs84: 44.21140938N 8.35071104E Q.330
445 GROTTA DELL' INGE SV.R.9.7 SV.PL.9.6 ES.9.6 P.1.8 wgs84: 44.21070557N 8.34885371E Q.320
446 RIPARO DELLA CROCE SV.R.8 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.21166621N 8.34837998E Q.305
447 RIPARO SOPRA CALVISIO SV.R.12 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.1890274N 8.3428236E Q.220
448 GROTTA DELLA FRANA SV.R.36 SV.PL.34 ES.22 P.11 wgs84: 44.211534N 8.35045932E Q.345
450 GROTTA ADRIANA SV.R.54 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.21624252N 8.34727797E Q.340
451 TANA INF. DELLA VOLPE SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.21458374N 8.35005026E Q.255
452 TANA SUP. DELLA VOLPE SV.R.20 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.21568665N 8.34768469E Q.330
453 GROTTA GIALLA SV.R.7 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19832804N 8.3539333E Q.200
454 GROTTA DI MONTESORDO SV.R.20 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.199305N 8.311537E Q.320
478 GROTTA DI STROLCH SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20582998N 8.35116033E Q.130
479 GROTTA DEI CIOTTOLI SV.R.45 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20568861N 8.35004795E Q.190
480 DIACLASI SUPERIORE DI CORNEI SV.R.12 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20569369N 8.3493595E Q.200
481 GROTTA DELLA LUCE SV.R.23 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19735435N 8.34893819E Q.250
482 GROTTA A YPSILON"" SV.R.22 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19783106N 8.34885785E Q.230
483 RIPARO DELLA PORTA SV.R.12 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19749651N 8.35018807E Q.250
484 GROTTA DEL FAGGIO SV.R.30 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.197388888889N 8.3511388888889E Q.245
485 GROTTA NERA SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19791081N 8.35338723E Q.210
515 ARMA DI SANDRA SV.R.20 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.207775N 8.34963699E Q.260
968 GROTTA DEL PARETONE SULLA VIA LUNGA SV.R.12 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19633283N 8.32898794E Q.300
1211 CAVERNETTA SECONDA DELLE STALATTITI SV.R.5 SV.PL.4 ES.18 P.6 wgs84: 44.20588311N 8.33072081E Q.335
1212 CAVERNETTA PRIMA DEL MONTE CUCCO SV.R.0 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20256889N 8.33000595E Q.320
1213 CAVERNETTA SECONDA DI MONTE CUCCO SV.R.0 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20270231N 8.3297291E Q.320
1254 TANA DEI SEDILI DI PIETRA SV.R.10 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.21238708N 8.34111059E Q.350
1257 STALATTITI SCURE SV.R.0 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.19673554N 8.35194659E Q.210
1260 ARMA DEI BUOI SV.R.0 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.21038901N 8.33919396E Q.320
1261 CAVERNONE BRIC TASCERA SV.R.0 SV.PL.0 ES.0 P.0 wgs84: 44.20895711N 8.34641787E Q.166
1262 GROTTA DEL BASSO SV.R.0 SV.PL.14 ES.0 P.0 wgs84: 44.21064856N 8.34280189E Q.230
2027 GROTTA LE PILE TRE SV.R.8 SV.PL. ES. P. wgs84: 44.205194444444N 8.3258055555556E Q.233
2028 GROTTA DEI PROIETTILI SV.R.20 SV.PL. ES. P. wgs84: 44.205083333333N 8.3257777777778E Q.230
2040 GROTTA DEL RIO MORTÁ SV.R.10 SV.PL. ES. P.0 wgs84: 44.197027777778N 8.35275E Q.202