Nome BRIC TANA ACARCOD SV17 Provincia SV Bacino imbrifero BORMIDA DI MILLESIMO Comuni Millesimo Superficie interessata (ha) 600 Elementi ctr 10000 228203
228070
Quota massima 769 Quota minima 430 Sic IT 1322217 Bric Tana - Bric Mongarda Descrizione dell'area L’area protetta del Bric Tana è interessata da fenomeni carsici pressoché unici in Provincia di Savona, caratteristici non tanto per lo sviluppo delle cavità sotterranee (in realtà non molto numerose, né molto estese), quanto piuttosto per i particolari terreni geologici in cui si sono manifestati. Inquadramento geografico L'area carsica risulta costituita da due grossi affioramenti litologici carsificabili separati dalla Bormida di Millesimo.
L'affioramento orientale è quello di maggiore estensione e ricomprende l'omonima Valle del Bric Tana. Esso risulta delimitato a Sud dalla dorsale Bric Rotondo, Cima Muleà, Bric Mulet, Bric Costa; ad Est dalla dorsale Bric Castellaccio, Bric Vemei, Bric Boscheia sino al Colle di Montecala; a Nord dal vallone del Rio San Sebastiano (ove transita la SS Carcare-Millesimo), mentre a Ovest dal Fiume Bormida di Millesimo.
L'affioramento più occidentale risulta delimitato ad Est dal Fiume Bormida, a Nord in parte dall'abitato di Millesimo e in parte dal Torrente Zemola, ad Est dall'incisione del Rio San Bernardo sino a culminare sull'omonima cima (Bric San Bernardo) limite meridionale.
Inquadramento geologico Sul versante settentrionale del Bric Tana, nella zona quasi pianeggiante compresa tra il monte omonimo, le Case Rocchini di Sotto, il Rio della Feja e le Case Rocchini di Sopra, affiorano in superficie le rocce arenaceo-marnose della “Formazione di Molare”, di età oligocenica, nelle quali si aprono diverse doline, alcune di grandi dimensioni.
Sotto alle arenarie (in parte “calcarifere”) troviamo uno strato di circa tre metri di calciruditi a clastici ofiolitici (un conglomerato con cemento calcareo e con clasti prevalentemente ofiolitici), seguito da una bancata di calcari di scogliera, di potenza valutabile tra i 5 e i 30 metri: tutte queste rocce sedimentarie poggiano su terreni “a facies prasinitiche” (quali ofioliti, gabbri, ecc.), che costituiscono il basamento impermeabile, al di sotto del quale non si è potuto ulteriormente sviluppare il fenomeno carsico.
Caratteristiche speleologiche L'unica cavità degna di interesse è la Tana dell'Orpe (svil. sup. a 100 m). La cavità è caratterizzata da ambienti di modeste dimensioni, in cui si alternano angusti passaggi a brevi tratti più facilmente percorribili: si estende per circa 150 metri in direzione Nord-Est e per oltre 200 metri in direzione Nord, lungo due principali direttrici di fratturazione (orientate rispettivamente ENE-OSE e Nord-Sud), seguendo l’immersione degli strati.
Si possono distinguere un ramo principale, noto da parecchi anni, e un ramo secondario, esplorato dal Gruppo Speleologico Savonese nel 1997.
Oltre alla Tana de l’Orpe, nell'area carsica del Bric Tana vi sono alcune grotte minori.
Sul versante nord-occidentale del Vallone di S. Sebastiano (a quota m 486 s.l.m., a poca distanza da Cascina Genta) si apre la Risorgenza di Cascina Genta, una cavità di 7 metri dalla quale scaturisce un piccolo corso d’acqua perenne, con portata media di 30 litri/minuto (l’imbocco, chiuso da un cancello, e il tratto iniziale della grotta sono stati alterati per favorire l’utilizzo dell’acqua).
Sul fondo di una grande dolina ad Est della valle cieca della Tana de l’Orpe, a quota m 555 slm, si apre invece il Pozzetto del Bidonasso, cavità che si sviluppa per 6 metri su un’evidente discontinuità tettonica sub-verticale.
Altre due grotte non sono invece più visibili, in seguito ai recenti lavori di raddoppio della carreggiata sud dell’autostrada Savona-Torino: la Tana del Terrapieno (cavità che si sviluppava per 25 metri con un bel meandro a quota m 500 s.l.m., 70 metri a Sud-Est di Cascina Genta, oggi sepolta sotto al nuovo terrapieno dell’autostrada) e l’Oltre Orpe (interessante condotta sub-orizzontale che si sviluppa per 27 metri a quota m 430 s.l.m., certamente correlata con la Tana de l’Orpe, dalla quale dista 120 metri in direzione Nord-Est: scoperta durante i lavori di perforazione della nuova galleria autostradale, è rimasta occlusa dietro alla parete sud-orientale della galleria).
Caratteristiche idrogeologiche (idrologia) L'assorbimento idrico è di tipo concentrato e dà origine a reticoli carsici sotterranei; in parte noto e percorribile il reticolo della Tana dell'Orpe. Accertati deflussi sotterranei connessi ad almeno una sorgente (risorgente di C. Spalletto).
Particolarmente caratteristiche sono le grandi doline di subsidenza, che aprono nelle arenarie: le rocce calcaree compaiono solo in prossimità del fondo di ciascuna di esse e spesso sono evidenti gli inghiottitoi, che sono in genere costituiti da profonde, ma strette fratture impraticabili.
Sul fondo di una delle doline più settentrionali, alla quota di 510 m slm, si apre l’imbocco della Tana de l’Orpe, cavità sub-orizzontale che costituisce l’inghiottitoio del Rio Molino, il cui corso segue l’avvallamento imbutiforme della dolina, fino alla grotta.
La dolina dell’Orpe costituisce quindi un esempio di “valle cieca”, di valle cioè priva di uno sbocco inferiore proprio a causa dell’inghiottimento del corso d’acqua superficiale, attualmente presente solo nei periodi piovosi.
Attraverso la grotta, l’acqua (probabilmente con l’apporto di altri modesti flussi idrici) torna alla luce presso una sorgente ubicata sulla destra idrografica del Rio di S. Sebastiano, poco sotto alla strada provinciale che scende a Millesimo.
Caratteristiche geomorfologiche (carsismo) Zona di assorbimento carsico concentrato, con ampie e profonde doline; suggestive forme dolomitiche d'erosione sul versante della Bormida. Copertura vegetale e uso del suolo (ambiente) Boschi misti di latifoglie meso-termofile, con ampie zone di prateria e colture. Caratteristiche geolitologiche Formazione conglomeratico-arenacea tongriana (calcareniti e calcari arenacei di scogliera) nei settori N e S; dolomia di S.Pietro ai Monti a S ed E. Altre caratteristiche Notevole frequentazione preistorica (Neolitico-Eneolitico) al Bric Tana.
Acquiferi La galleria autostradale di recente costruzione potrebbe aver intercettato numerose condotte carsiche e i relativi drenaggi idrici sotterranei. Compilatori Enrico Massa e Rinaldo Massucco (Gruppo Speleologico Savonese)

Bibliografia

Grotte conosciute in quest'area: 7


248 TANA DELL' ORPE SV.R.373 SV.PL.357 ES.0 P.17.5 wgs84: 44.35584698N 8.21349842E Q.510
510 ANTRO SUL BORMIDA SV.R.28.5 SV.PL.17.8 ES.14.6 P.6.2 wgs84: 44.34884137N 8.20997056E Q.445
511 GROTTA RIFUGIO SV.R.8.5 SV.PL.8.5 ES.7.8 P.0 wgs84: 44.34893183N 8.21003207E Q.450
512 TANA SUPERIORE AL RIFUGIO SV.R.5 SV.PL.4.9 ES.5 P.0.8 wgs84: 44.34900688N 8.20987621E Q.455
513 TANA DELL' AUTOSTRADA SV.R.13 SV.PL.12.5 ES.13 P.3.5 wgs84: 44.35997647N 8.20586804E Q.475
1490 RISORGENZA DI CASCINA GENTA SV.R.7 SV.PL.7 ES.0 P.0 wgs84: 44.36016204N 8.21651511E Q.485
1491 POZZETTO DEL BIDONASSO SV.R.6 SV.PL.4 ES.0 P.2.5 wgs84: 44.35736403N 8.21547327E Q.530