Numero 421
Nome GROTTA DEGLI OLMI Altra denominazione TANA DEGLI OLMI
Inserita a catasto da CARLINI W. (GGF, 1966) - DONZELLINI G. (GSS E GGS, 1978-1996) - SERAFINI F. (GSS, 2002-2005) - VERRINI A. (GGN, 2002-2005) Regione LI Provincia SV Comune CAIRO MONTENOTTE Località STALLAU Monte BRIC CURLINO Valle VALLE DEL RIO FERRANIETTA Area carsica SV15 ADELASIA Formazione NOT SERIE DI MONTENOTTE Età Giurassico Sup. (Titoniano)
Sviluppo reale 1600 Sviluppo planimetrico 1200 Estensione 148 Dislivello positivo 0 Dislivello negativo 135 Dislivello totale 135
Latitudine 4915832 Longitudine 1449206 Tipo di coordinate Gauss Boaga Generiche Edizione 0 Denominazione 81 II SE ALTARE Quota altimetrica 645 Quota cartografica 620 Posizione verificata sul campo da curatore X Data ultima verifica sul campo 16/01/2011 00:00:00 Idrologia grotta assorbente perenne + torrenti Andamento VERTICALE CON MEANDRI E BREVI POZZETTI Percorribilità IN PARTE PROGRESSIONE SU CORDA, STRETTOIE E MEANDRI
GRUPPI GRUPPO GROTTE FERRANIA (1962-1970)
GRUPPO GROTTE CAI SAVONA (1990-1991)
GRUPPO SPELEOLOGICO SAVONESE (1996-2002-2003-2004-2005-2007)
GRUPPO GROTTE CAI SAVONA (2002-2005)
Data agg. catastale 24/11/2010 DESCRIZIONE Situata nel cuore della Riserva Naturalistica dell’Adelasia, la Grotta degli Olmi è la cavità, più occidentale di tutta la catena appenninica con sviluppo superiore al chilometro. Nonostante la sua struttura appaia a prima vista complessa, se osservata da una solita visione di pianta e sezione longitudinale, dopo un’attenta analisi effettuata con l’ausilio di programmi di restituzione del rilievo tridimensionale è stato possibile schematizzare la morfologia della grotta su due soli piani che si intersecano in prossimità degli ambienti più ampi("Sala del Frastuono" R]). Partendo dall’ingresso e percorse le prime salette, ove si nota sul pavimento la presenza di alcuni gradini artificiali, ci si imbatte in un vero e proprio dedalo di gallerie interconnesse fra loro da una molteplicità di cunicoli di varia forma e dimensione, che dipartono tutti dalla "Sala del Labirinto" [C] e dalla poco più a valle "Sala delle Condotte" [D]. A circa otto metri di profondità, a pochi passi dall’ingresso, la prima diramazione che si incontra è il "Ramo delle Unghie" [U], condotta freatica che, se percorsa in direzione SE, conduce oltre il corso superficiale del Rio degli Olmi, qui inghiottito, fino a chiudersi su un’infima diaclasi verticale in prossimità del contatto con le tipiche rocce nere presenti qua e là in tutta la grotta (ofioliti) [Z]. Dalla parete Est della "Sala delle Condotte"[D] si apre un passaggio dall’aspetto freatico: l’entrata dei "Tortigli" [G]: infiniti e contorti tubi freatici di piccole dimensioni che portano ad una forra, dove riappare il rivo d’acqua proveniente dalla "Sala delle Unghie"[U], confluente poco più a valle nel meandro [H] che porta al fondo. Sempre dalla "Sala delle Condotte" [D], ma in direzione NO, diparte uno stretto cunicolo inclinato di 30° (è la stessa inclinazione del crinale esterno a cui la galleria procede parallela) dal quale prendono forma i Rami Occidentali. Ci si trova sul piano di giacitura degli strati ed è ben evidente il canale di volta. Poco più avanti, attraversato un ambiente piuttosto articolato e di discrete dimensioni con concrezioni a forma di cavolfiore, si giunge in una saletta [E*] (-45m di profondità, a soli 11 m in linea d’area dal Rio Grinda) sul contatto con gli scisti ofiolitici [X] dove, nei periodi di piena, una modesta cascata precipita dall’alto per disperdersi nella ghiaia di fondo: appena 19 m in pianta e 18 di profondità dista la cascata (perenne) [N] che inghiotte il corso esterno del Rio Grinda. Risalendo verso Sud, lungo il piano delle stratificazioni, si sbuca nell’inaspettata "Sala della Lama" [Y], dominata da un notevole masso inglobato nella concrezione. Da qui, scendendo verso ovest, si può accedere ad un altro ramo che risale quasi fino a toccare l’esterno e dove è presente la tana di un animale. Tornando alla "Sala delle Condotte" [D] e scendendo in direzione Nord, si imbocca lo stretto meandro [H], inclinato di 40° che, oltrepassato il P7 [L] e la famigerata strettoia della "Buca da Lettere" [M], che catapulta a -85 m nella forra parallela al Rio Grinda (dopo i numerosi interventi di disostruzione lo stretto passaggio ha perso il fascino originale!). Percorrendo la suddetta forra in direzione SO per circa m 30 ci si trova esattamente sotto il getto di una cascata che ha scavato nel corso dei millenni un pozzo ellissoidale [N] in un candido calcare marmoreo. Risalita la cascata per un paio di metri si accede in un ambiente di modeste dimensioni impostato sullo strato che risale verso i Rami Occidentali. Da notare, poco prima della cascata, un passaggio a Nord che conduce in una suggestiva sala [P] sul contatto con gli scisti ofiolitici che, risalita con la dovuta attenzione a causa dell’instabilità di alcuni enormi massi, conduce, attraverso una finestrella, ad una cengia che sovrasta il pozzo[N] e dove il flusso della cascata arriva completamente nebulizzato precipitando dall’alto. Invece, se si segue la forra in direzione NE ci si accorge di camminare lungo una discontinuità di interstrato delimitata a sinistra da scisti e a destra da calcari. Le dimensioni aumentano, la volta si innalza ma chiude in prossimità di una brusca piega di 90° degli strati che costringono la forra in uno stretto meandro in direzione SE, passaggio obbligato per chi vuole raggiungere il fondo. Il Meandro prosegue ancora per una ventina di metri sino a dove un saldo di circa 5 metri immette nella vasta "Sala del Frastuono" [R]. Riassumendo, la maggior parte delle gallerie fin qui descritte appartengono ad uno stesso piano di giacitura degli strati che si sviluppa, andando dall’ingresso verso il fondo, in direzione Nord (ortogonale al crinale esterno) con un angolo di immersione di circa 40°. Sul medesimo piano si trova inoltre la rete di drenaggio del Rio degli Olmi che, inghiottito a 620 m di quota in prossimità della "Galleria delle Unghie" [U], devia verso Nord ortogonalmente al suo corso superficiale per confluire, in prossimità del fondo, con le acque inghiottite dal Rio Grinda, in quelle del torrente principale provenienti dal drenaggio della falda di monte. A completare la struttura della grotta, il secondo piano di giacitura si sviluppa in direzione SE-NO con un angolo di immersione, prossimo ai 65°, che rispecchia la configurazione a franapoggio del versante NO del Bric Curlin. I calcari cristallini di basamento, sovrastati dai calcari dolomitici e confinati a nord dagli scisti ofiolitici, si correlano esattamente con la struttura geologica esterna. La faglia che solca la collina in direzione SO-NE, per poi piegare verso E puntando dritta verso il suo cuore, delimita il piano su cui appoggia questa parte di grotta e permette al Rio dei Salmoni (questo è il nome del principale torrente interno) di raccogliere le acque di drenaggio immagazzinate nella falda, senza ricevere contributi dal torrente esterno cui scorre parallelo. La "Sala del Frastuono" [R] è l’ambiente più grande e suggestivo dell’intera grotta: un’immensa fessura alta più di 30 m e larga 8, scavata nel tempo dall’erosione regressiva della cascata. La cascata fuoriesce a metà parete per infrangersi con tutta la sua potenza sopra una lama che ne nebulizza il getto. L’acqua si perde in una fessura impraticabile per ricomparire più a valle nei rami che scendono verso il fondo [T][T*]. Il fondo della grotta è raggiungibile seguendo lo sprofondamento a Ovest del grosso masso ai piedi del pozzo nella "Sala del Frastuono" [R]. Un primo ramo si sviluppa per circa trenta metri fino a -120 m dopo aver incontrato il "Rio dei Salmoni", che sifona in un bel laghetto dalla volta bassissima. Il secondo procede con una pendenza di circa 35° su fango argilloso per finire sul torrente (-121 m), percorribile ancora per una trentina di metri in anguste gallerie, ove scompare a -135 m, limite inferiore raggiungibile fino a questo momento. Siamo a circa 490 m slm e a poco meno di 700 m in linea d’area dalla sorgente dell’Acqua che Bolle (475 m s.l.m.): il dislivello di soli 15m determina una pendenza dell’alveo di poco superiore al 2%. Questa pendenza è circa un terzo di quella del tratto terminale dell’alveo esterno, solitamente asciutto; questo permette di ipotizzare di trovarsi molto vicini alla superficie freatica, quasi sicuramente drenata fino alla sorgente in sub alveo. Se invece si decide di risalire il P30, o per la via diretta (dove è posizionata una corda fissa), o seguendo il corso del Rio, si raggiunge il "Pozzo G.G.F." [GGF] così chiamato per il ritrovamento, durante l’esplorazione del 2002, dei resti di un impianto di illuminazione appartenuto agli arditi Ferraniesi arrivati fin lì quarant’anni prima. L’ambiente è suggestivo e riprende in piccolo (è alto circa 15 m) quello del "Salone del Frastuono". Costeggiato il pozzo su una cengia dalla roccia piuttosto friabile si accede ad una fessura che conduce ai rami a monte della grotta. È facile intuire l’origine del nome dei "Menandri dell’Idrofango": strette ed appiccicose condotte, completamente rivestite da uno strato di argilla di qualche centimetro e caratterizzate da un’inclinazione di circa 65°. Occorre superare in libera alcuni saltini di pochi metri [IF1] per ritrovarsi sospesi su un meandro di sezione ogivale da percorrere in opposizione [IF2]. È possibile seguire per circa 20 m un ramo secondario che si sviluppa ad est e termina in una saletta circolare con fondo in terra ("Giazz dla Vurp" [GV]). Terminata la risalita, solo una strettoia nel fango permette di accedere alla "Ferrania Beach" [FB]: due spaziose salette, sovrastate da un P20 (che stringe inesorabilmente), oltrepassate le quali si incontra nuovamente il Rio dei Salmoni, percorribile sia verso valle [RSV] fino ad arrivare a pochi metri dalla sommità del "Salone GGF" [GGF], sia verso monte dove una stretta fessura impedisce il passaggio anche al più magro degli speleologi. Solo ai piedi dell’ultima saletta [RSV], un accenno di galleria sul contatto con le pietre nere potrebbe dare speranze di prosecuzione. Dopo questa faticosa risalita di oltre ottanta metri le gallerie stringono inesorabilmente, consentendo il passaggio solamente all’aria e all’acqua.
Tracciamenti con coloranti delle acque della Grotta degi Olmi Tracciamenti interno–esterno inverno 2002 I tracciamenti sono stati effettuati con lo scopo di verificare la correlazione tra le acque interne alla Grotta degli Olmi e le acque della Sorgente dell’Acqua che Bolle. I captori (semplici carboni attivi alloggiati in una retina di materiale plastico) sono stati collocati sui troppo pieni sottostanti il bottino di presa della sorgente. Sono stati utilizzati due differenti traccianti, uno per ogni torrente interno della grotta. Sul torrente principale, quello che attraversa la "Sala del Frastuono" [R], a quota -100 dall’ingresso è stato rilasciato un quantitativo di circa 150 grammi di fluoresceina sodica. Nel torrente secondario [N], è stato immesso nell’acqua corrente un quantitativo di 200 ml di ammoniaca NH3. Dopo una settimana i carboni sono stati recuperati ed analizzati in laboratorio con esito positivo per la presenza di entrambe le sostanze chimiche. Tracciamento esterno-interno del maggio 2004 Questo tracciamento è stato effettuato con lo scopo di verificare la correlazione fra le acque superficiali del Rio Grinda con quelle interne alla Grotta degli Olmi. I captori sono stati posizionati internamente alla grotta sui principali torrenti interni e precisamente: 1 captore a quota -100 m sul torrente della Sala del Frastuono [R], 2 captori rispettivamente a quota -120 [T*] e -130 m sulla galleria che conduce all’attuale fondo della grotta [T], 1 captore a quota -80 m sotto la cascata del pozzo [N], 1 captore a quota -45 m sull’arrivo di acqua nella saletta dei rami secondari [E*]. Un quantitativo di 150 grammi di fluoresceina sodica è stato rilasciato a quota 650 m e coordinate E1449383 N4915949 nel rio alimentato dalla Sorgente dello Stallau a monte di tutti i rami della grotta. I carboni sono stati ritirati il giorno seguente. Sono risultati positivi alla colorazione tutti i captori tranne quello collocato nella Sala del Frastuono [R]. Il tracciamento accerta la rapida infiltrazione nel sottosuolo delle acque superficiali del Rio Grinda in particolar modo nell’inghiottitoio rilevato a quota 620 m sul letto del torrente, esattamente sopra il pozzo ellittico [N]. Di notevole rilevanza la negatività delle acque del Rio dei Salmoni che drenando solamente le acque della falda di monte non sono contaminate da agenti esterni.
ITINERARIO Dalla stazione di Ferrania, proseguire in direzione Cairo Montenotte per circa cinquecento metri. Al primo incrocio (rotonda in erba) svoltare a destra sulla strada dapprima asfaltata e successivamente sterrata, che risale la valle del Rio Ferranietta per circa 2,5 Km. In dieci minuti si raggiunge uno spiazzo riconoscibile per la presenza di due sbarre che delimitano l’ingresso della Riserva Naturalistica dell’Adelasia. Da qui continuare a piedi oltre la sbarra prima del ponte sopra il torrente e dopo circa cinquanta metri, sulla sinistra, prendere visione del cartello informativo dove sono segnati tutti i percorsi della Riserva per imboccare quello contrassegnato con il numero 2. Si procede in salita seguendo la strada di crinale fino ad un quadrivio a quota 500 m slm e si imbocca il sentiero di mezza costa, pressoché pianeggiante, sulla sinistra (abbandonando il percorso 2 che, in salita, conduce ai prati dell’Amore). Dopo circa settecento metri dal bivio si incontrano, sulla sinistra, i ruderi della Cascina del Rizzo. Continuare sul sentiero in direzione nord-ovest e dopo ottocento metri, dove la strada incrocia la confluenza tra il Rio degli Olmi ed il Rio Grinda (solitamente in secca), attaccare il ripido crinale compreso fra essi. Con un po’ di attenzione non è difficile individuare l’ingresso della grotta posto a 620m di quota sotto alcune rocce scostate dal crinale, di poco, verso destra salendo, a cinque minuti di cammino dalla strada principale. Sequenza pozzi VIA DEL FONDO DALL'INGRESSO: P7 (pozzetto prima della Buca da Lettere); P5 della Sala del Frastuono Fauna Presenza di chirotteri Informazioni aggiuntive posizione verificata con il GPS il 16 gennaio 2011 11:53:57AM
44° 23' 38.1'' 8° 21' 42.5'' è coerente, la quota risultava 624m s.l.m. (gps barometrico) ma le condizioni meteo erano variabili
Cavità marina No Cavità archeologica No Rischio ambientale No Cavità chiusa No
Immagine ingresso
Autori immagine ingresso Enrico Immovilli

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Bibliografia

Coordnate relative ai principali sistemi di riferimento:

UTM WGS84
northing: 4915814 easting: 449180 zone: 32T


GEOGRAFICHE WGS84
lat: 44.39382808 lon: 8.36189062
lat: 44° 23' 37.781'' lon: 8° 21' 42.806''
UTM ED50
northing: 4916011 easting: 449263 zone: 32T
GEOGRAFICHE ED50
lat: 44.394796499177 lon: 8.3629487390985
lat: 44° 23' 41.267'' lon: 8° 21' 46.615''
GEOGRAFICHE ROME1940:
lat: 44° 23' 35.438'' lon: 4° 5' 24.275'' Ovest di Monte Mario
GAUSS BOAGA
northing: 4915832 easting: 1449206


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