Gestionale speleologico ligure - 145 O GARBASSO

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Numero 145
Nome O GARBASSO
Inserita a catasto da CODDE' E. Regione LI Provincia SV Comune STELLA Località SARACCO - PIANO NEFOSSE Area carsica SV14 STELLA CORONA Formazione SPM DOLOMIE DI SAN PIETRO DEI MONTI Età Triassico Medio
Sviluppo reale 92 Sviluppo planimetrico 26 Dislivello positivo 4 Dislivello negativo 12 Dislivello totale 16
Latitudine 44° 23' 43'' N Longitudine 8° 26' 42.5'' E Tipo di coordinate GPS Geografiche WGS84 Quota GPS 680 Quota altimetrica 665 Idrologia cavità assorbente permanente Andamento VERTICALE
GRUPPI G.S.L.A.ISSEL
2004 - A.S.G.SAN GIORGIO/CAI Novara
2008 - S.C.Ribaldone
Data agg. catastale 14/01/2008 DESCRIZIONE L'ampio ingresso imbutiforme, profondo circa 4 metri e ampio una decina, è visibile solo a breve distanza dalla grotta, per la sua ubicazione lungo il ripido versante del Monte Greppino. Ridiscesa la china prospiciente l'ingresso ci si affaccia su un ampio salto verticale profondo una decina di metri (nel suo lato più interno) e largo circa 6.
Sul lato nord di questo salto è presente, alla quota di accesso al pozzo, un terrazzamento facilmente percorribile, tendente a restringersi e a verticalizzarsi sul lato nord-ovest.
Il soffitto di questo ampio vuoto, il maggiore della cavità, è costituito da un in-terstrato abbastanza regolare nelle sue forme superficiali, eroso e carsificato prevalentemente lungo la linea di principale sviluppo della cavità, e caratterizzato in alcuni punti da nicchie di erosione ed evorsioni di discrete dimensioni.
Soprattutto in questo settore è ben visibile come la fratturazione degli strati calcarei sia avvenuta lungo una direttrice principale orientata grosso modo sui 300° N. La fratturazione spesso ha causato il collasso di ampi settori della volta e delle pareti, tanto da causare un ingente deposito clastico alla base del pozzo e l'appoggiarsi di enormi blocchi sezionati da fenomeni di fratturazione sub-parallela lungo la principale direttrice deila cavità (ben visibile al capo-saldo 4 e al 5).
Presso il caposaldo 4, una decina di metri più in alto del fondo del pozzo ed esattamente di fronte all'ampia apertura di ingresso della cavità, si diparte una galleria percorsa da un modesto ruscelletto perenne (ma con discrete escursioni stagionali di portata), che prosegue per 5-6 metri lungo la direzione principale (300° N). A questo punto, sulla sinistra risalendo il flusso, è presente un diverticolo che torna nella direzione di accesso per qualche metro, ma ad una quota leggermente superiore. Poco oltre due accessi di dimensioni ridotte mettono in comunicazione la galleria con un ambiente complesso, ancora caratterizzato da un fascio di fratturazioni subparallele a quella principale e all'intersezione con una linea di discontinuità grosso modo perpendicolare (orientata 20° N). Qui un insieme di brevi gallerie in anastomosi, di anfratti, di meandri attivi dal punto di vista idrico si sommano ad un ampio interstrato ormai fossile difficile da raggiungere per la ristrettezza degli ambienti, posto ad una quota superiore e caratterizzato da un deposito di sedimento fine alla base e da un soffitto regolare.
L'acqua del ruscelletto interno proviene da una galleria presto impercorribile, al caposaldo 11.
Al fondo del pozzo di ingresso, nei pressi del caposaldo 19, a partire dal punto dove cade l'acqua proveniente dal ruscelletto interno, è possibile percorrere un tratto di galleria di una quindicina di metri, molto inclinata, la cui base è costituita da clasti calcarei dalla forma irregolare e il soffitto da roccia frastagliata.
La genesi del Garbasso mostra almeno tre differenti fasi evolutive, che probabilmente hanno coinvolto più di un flusso idrico sotterraneo convergente dove ora si trova il pozzo. Lo fa anche supporre la posizione dell'ingresso della grotta, ubicato tra due importanti lineamenti morfologici di drenaggio superficiale, subito al di sotto di un contatto per
faglia tra una roccia impermeabile (ser-pentinite) e il calcare. Nulla vieta dunque di pensare che in una prima fase evolutiva, dove ora si trova la sezione di accesso alla cavità vi fosse un inghiottitoio, magari in grado di convogliare una quantità d'acqua ben maggiore di quella di oggi. Con la modificazione della linea di versante dovuta all'erosione è dunque cessato l'apporto di questo flusso di drenaggio, portando ad una seconda fase evolutiva in cui probabilmente si è aperto l'attuale ingresso della cavità. La terza fase, la più recente, ha nuovamente convogliato un piccolo flusso idrico lungo la linea di discontinuità su cui è impostata la grotta, ma dalla parte opposta a quella originale, in quello che è il livello attualmente attivo. Forse è stata proprio la presenza di questa ultima fase a causare un allargamento e un approfondimento del pozzo iniziale, dandogli la forma e le dimensioni che vediamo ora.
ITINERARIO Dal casello di Albissola proseguire a sinistra.
Superato il paese di Stella S.Giovanni prendere il bivio sulla sinistra per Stella Corona.
Arrivati alla piazzetta della chiesa proseguire su una strada in salita con indicazione "località Bonomo".
La strada diventa sterrato, e prosegue in salita.
Arrivati a secco un tornante sulla sinistra si prosegue sullo sterrato a sinistra fino ad arrivare ad un piazzale sterrato molto panoramico.
L'avvicinamento al Garbasso lungo le poche strade della zona è particolarmente elaborato. Partendo dall'ampio piazzale sterrato
posto sul crinale del Bric Stante, si continua sulla mulattiera di destra (quella più in alto che scavalca Piano Nefosse) per circa 2 km fino ad oltrepassare un grande masso serpentinitico posto sulla sinistra. Si prosegue ancora lungo la via principale ignorando il primo bivio a sinistra, e prendendo invece il secondo, che ridiscende ripidamente (con alcuni stretti tornanti) il versante sud-est del Monte Greppino; si tratta di una strada realizzata recentemente per il taglio dei boschi, non presente sulle carte CTR, che si perde poco prima della roccia panoramica del Bric Arpetto. In corrispondenza dell'ultimo tornante prima del termine della carrareccia, ci si inoltra lungo una mulattiera dì servizio, di recentissima realizzazione, imboccando subito dopo il bivio a sinistra. Poche decine di metri più avanti basta risalire il versante sulla sinistra per trovarsi di fronte all'imponente ingresso della grotta.
Sequenza pozzi 5 Informazioni aggiuntive Una colorazione effettuata il giorno 25.4.2004 con 150 g di fluoresceina sodica non ha dato esito; i rilevatori erano stati posti nel ruscello interno del Gar-betto e alla confluenza di due torrentelli esterni sottostanti questa grotta (il Rio Arpetto e il piccolo rio affluemte nel punto di guado della sterrata). Nell'occasione la portata era 2 l/s, la temperatura 10.1 °C, mentre la temperatura dell'aria era 7.6 °C.
Cavità marina No Cavità archeologica No Rischio ambientale No Cavità chiusa No

Bibliografia


Conversioni da: Lat:44° 23' 43'' N Lon:8° 26' 42.5'' E GPS Geografiche WGS84 in altri formati:
UTM WGS84
northing: 4915927
easting: 455811
zone: 32T
GEOGRAFICHE WGS84
lat: 44.395277777778
lon: 8.4451388888889
lat: 44° 23' 43''
lon: 8° 26' 42.5''
UTM ED50
northing: 4916124
easting: 455894
zone: 32T
GEOGRAFICHE ED50
lat: 44.396245392245
lon: 8.4461952039123
lat: 44° 23' 46.483''
lon: 8° 26' 46.303''
GEOGRAFICHE ROME1940:
lat: 44° 23' 40.654''
lon: 4° 0' 24.593'' Ovest di Monte Mario
GAUSS BOAGA
northing: 4915945
easting: 1455837


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Rilievi:

NUM grotta 145 Nome rilievo Rilievo Immagine
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Foto della cavità:

NUM grotta 145 Nome foto Ingresso Foto
Autore foto Alessandro Vernassa