Gestionale speleologico ligure - 103 GROTTA DELLA MADONNA DELL'ARMA

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Numero 103
Nome GROTTA DELLA MADONNA DELL'ARMA Altra denominazione NS.SIGNORA ASSUNTA DELL'ARMA
Inserita a catasto da BENSA P./CODDE' E. Regione LI Provincia IM Comune SANREMO Località BUSSANA-CASTELLETTI Età Pliocene
Sviluppo reale 110 Sviluppo planimetrico 100 Estensione 0 Dislivello positivo 10 Dislivello totale 10
Latitudine 43°49'39'' N Longitudine 4°36'25'' Ovest di Monte Mario Tipo di coordinate IGM 1:25000 Geografiche M.Mario (OVEST) Edizione 0 Denominazione 102 I SE BUSSANA Quota altimetrica 8
GRUPPI G.S.L. A. ISSEL Data agg. catastale 14/12/2010 NOTE Aggiornamento da "Cavità e Carsismo del territorio di Sanremo" (G.Calandri, A.Pastorelli, M.Ricci) DESCRIZIONE La cavità si sviluppa completamente nei conglomerati poligenici (Pliocene inf -medio) costituiti da ciottoli (anche pluridecimetrici)a prevalenza arenacei (provenienti dalle Arenaree di Bordighera del Cretacico sup.), a cemento calcareo - arenaceo, alternati a banchi argillitico-sabbiosi. Il degrado della piccola falesia di ingresso con arretramento legato al disfacimento della matrice, più o meno carbinatica(che lega i clasti del conglomerato) è particolarmente accentuata per gli agenti atmosferici, tra cui il salino, con collasso di porzioni del conglomerato (tuttora in atto) che hanno richiesto manufatti di sicurezza sopra l'ingresso.
L'ampio ingresso volto a meridione (largo una decina di metri, a volta, sull'antistante passeggiata a mare) è sbarrato da un muro con relativa porta d'accesso alla chiesa interna. La prima parte della grotta è infatti costituita da un basso cavernone subrettangolare (superficie ca 140 mq,lunga quasi 20 metri, larghezza ca 10 m) che è stato originato (al passaggio conglomerati-marne) dall'azione erosiva del mare, probabilmente nell'interglaciale Riss-Wurm, quindi oggetto di collassi clastici e degradazioni termoclastiche. Altre modificazioni, già dal Paleolitico, e soprattutto nel Medioevo per essere trasformata in chiesa (tuttora dedicata al culto della Vergine).
Una scaletta a lato (destro, orientale) dell'altare permette di raggiungere l'attuale vera grotta: dopo pochi metri dietro l'abside, sulla destra, un'ampia galleria (modificata), lunga ca 16 m conduce all'esterno (apertura attualmente chiusa da una cancellata).
La larga galleria principale, prosegue leggermente ascendente, in direz. NW: è il settore oggetto degli scavi archeologici (specie all'inizio degli anni sessanta), di cui sono testimonianza i pozzetti (-1,8 m), ma già rimaneggiato dalla preistoria.
A ca 40 m dall'ingresso principale cambia la morfologia (mantenendo i caratteri originari): il ramo principale si abbassa con un cunicolo, in direzione orientale (NE), alto poche decine di centimetri e largo ca. un metro, col fondo sabbioso e di ciottoli arenacei, con grandi radici di Ficus, che si stringe progressivamente sino a diventare del tutto impraticabile.
All'inizio del ramo terminale sulla sinistra (ca. NW) due bassi passaggi immettono in complesse anguste stanzette, controllate principalmente da un piano di frattura fortemente inclinato (direz. ca. NE-SW): la prima bassa sala larga una dozzina di metri, presenta all'estremità strettissimi cunicoli, presto impraticabili. Dalla parte occidentale il vacuo è fortemente ascendente con una stanzetta da cui si diramano strettissimi cunicoli. Il pavimento è sempre costituito dai ciottoli, in genere decimetrici, dovuti al disfacimento del conglomerato.
La genesi della cavità, a parte l'erosione marina della prima parte (e soprattutto gli incisivi adattamenti antropici protratti per molti secoli) è legata alle fratture di distensione del cupolotto conglomeratico (ulteriormente accentuate dagli intervetni umani: ferrovia, strade, scavi archeologici, ecc., degli ultimi 150 anni) che sono risultati la direttrice genetica assieme ai banchi argillitici. Il cambiamento della copertura vegetale, le variazioni microclimatiche hanno accentuato il disfacimento del cemento della formazione conglomeratica (estremamente scarsa l'azione di acque incanalate) ad opera delle acque di percolazione. Il sito è quindi estremamente fragile anche nella sua struttura geomorfologica e necessita di mirate misure di salvaguardia,
ITINERARIO La cavità si apre sopra la spiaggia alla base della collina dei Castelletti (sormontata dalla torre cinquecentesca) alla periferia occidentale di Arma di Taggia (amministrativamente rientra nel Comune di Sanremo).
Cavità marina No Cavità archeologica Si Rischio ambientale No Cavità chiusa Si

Bibliografia


Conversioni da: Lat:43°49'39'' N Lon:4°36'25'' Ovest di Monte Mario IGM 1:25000 Geografiche M.Mario (OVEST) in altri formati:
UTM WGS84
northing: 4853433
easting: 407133
zone: 32T
GEOGRAFICHE WGS84
lat: 43.8281407
lon: 7.84500987
lat: 43° 49' 41.307''
lon: 7° 50' 42.036''
UTM ED50
northing: 4853630
easting: 407215
zone: 32T
GEOGRAFICHE ED50
lat: 43.829127305497
lon: 7.8460691553146
lat: 43° 49' 44.858''
lon: 7° 50' 45.849''
GEOGRAFICHE ROME1940:
lat: 43° 49' 39''
lon: 4° 36' 25'' Ovest di Monte Mario
GAUSS BOAGA
northing: 4853450
easting: 1407158


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