Gestionale speleologico ligure - ROVERINO - CIAIXE IM3

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Nome ROVERINO - CIAIXE ACARCOD IM3 Provincia IM Bacino imbrifero ROIA, NERVIA Comuni VENTIMIGLIA, CAMPOROSSO Superficie interessata (ha) 500 Quota massima 515 Quota minima 20 Descrizione dell'area Il settore, nei conglomerati pliocenici poligenici, abbraccia il settore ventimigliese tra la bassa Val Roia ed il tratto terminale della Val Nervia: ha l’aspetto di un compatto blocco che degrada verso SE. Carattere paesaggistico peculiare i grandiosi cavernoni di Roverino, a zone con potenti depositi litogenetici. Inquadramento geografico L’area carsica presenta un degradante crinale di piccoli rilievi: dal M. Baraccone (m 515), ai M. delle Fontane (m 458) e M. Carbone (m 443), a Colla Sgarba (m 244), sopra la piana del Nervia. Netta è l’asimmetria dei versanti (legata all’immersione meridionale dei conglomerati ed al potente sollevamento basculante pliopleistocenico). Tutto il lato occidentale è costituito dalle grandi falesie nei conglomerati (con dislivelli, sino al Roia, di diverse centinaia di metri). Il settore centrale, da Madonna della Neve sino a sopra Madonna della Virtù (ed anche il tratto intorno a San Giacomo) è disegnato a morfologie morbide, con ampie porzioni sub pianeggianti (favorite dall’assorbimento disperso) o a lieve pendenza. Infine i versanti orientali e meridionale scendono verso il bacino del Nervia con una certa acclività. Il reticolo idrografico evidenzia, a Sud, il profondo solco del Rio S. Secondo (su nette linee tettoniche); meno incisi i lati orientali : rii Seborrina, di Ciaixe e di Fasciae. La copertura vegetale è principalmente a gariga (in espansione); gli insediamenti umani (edificazioni, coltivazioni) sono in progressivo ampliamento, specie nella fascia SE. Inquadramento geologico L’area carsica è legata ai conglomerati pliocenici: l’affioramento (denominato lembo di S. Antonio-Rocca Sgarba) è il principale (superficie ca. 10 kmq) del cosidetto bacino pliocenico di Ventimiglia-Bordighera, costituito da un deposito di delta-conoide ghiaioso-sabbioso. La stratigrafia comprende sino a tre unità conglomeratiche sovrapposte, separate da due livelli pelitici principali, che indicano un succedersi di fasi trasgressive e regressive per variazioni del livello del mare legate alla tettonica locale. La litofacies prevalente è rappresentata dai conglomerati (Pliocene inf.-medio), con intercalazioni sabbioso-argillitiche. I conglomerati (a facies clastica psefitica prevalente, subordinatamente psammitica) sono costituiti da clasti eterometrici, con dimensioni da centimetriche a decimetriche, rappresentati principalmente da arenarie più o meno calcaree, calcari ecc. (rari ciottoli di porfidi e gneiss provenienti dal massiccio Argentera-Mercantour). Il cemento è prevalentemente carbonatico. La potenza dei sedimenti pliocenici può superare i 500 m. Il basamento della serie conglomeratica è una fascia di argille giallastre del Pliocene inferiore; mentre nel settore occidentale i conglomerati poggiano direttamente sul Flysch di Ventimiglia (Eocene sup.-Oligocene ?) in discordanza tettonica. La serie sedimentaria pliocenica ha generalmente un’immersione meridionale con inclinazione delle bancate intorno ai 15-30°: la disposizione strutturale è il risultato del potente (oltre 500 m) sollevamento plio-pleistocenico. Questa tettonica ha favorito, specie sui versanti occidentali (Roverino s.l.) collassi e scivolamenti gravitativi di grandi zolle conglomeratiche. Caratteristiche speleologiche Il carattere prevalentemente carbonatico dei conglomerati, in particolare del cemento, ha favorito la carsificazione , sempre controllata dalla tettonica fragile. Nell’area sono state sinora esplorate più di venti cavità, principalmente tettoniche o grandi cavernoni: le cavità verticali (come la Voragine di Ciaixe o il Pozzo di Fasciae) sono strettamente dipendenti da piani di frattura verticali, ma presentano depositi calcitici dovuti alle acque di percolazione.
Sulle pareti occidentali ( nel settore Roverino-M. Fontane) le grandi falesie hanno favorito la formazione di enormi cavernoni (7 catastati), con volte alte anche più di 40 m: la genesi è legata ai processi di dissoluzione del cemento carbonatico, che ha favorito i collassi dei ciottoli conglomeratici. La dissoluzione ha portato alla formazione di depositi litogenetici, anche molto potenti. La genesi delle cavità è quindi chimioclastica e gravi clastica. I grandi cavernoni di Roverino sono un aspetto paesaggistico spettacolare, ma la genesi e la poderosa litogenesi indicano come la carsificazione nei conglomerati pliocenici sia di tipo primario.
LE GROTTE PIU’ PROFONDE LE GROTTE PIU’ LUNGHE
Voragine di Ciaixe 51 m Voragine di Ciaixe 140 m
Cavernone I di Roverino 34 m Cavernone I di Roverino 58 m
Cavernone IV di Roverino 16 m Cavernone IV di Roverino 46 m
Pozzo di Fasciae 14 m Pozzo di Fasciae 24 m
Caratteristiche idrogeologiche (idrologia) L’elevata porosità primaria dei litotipi conglomeratici determina un assorbimento disperso (corsi d’acqua stagionali, con modestissimi deflussi, sono presenti solo in corrispondenza delle principali intercalazioni argillitiche.I drenaggi di tipo carsico alimentano gli acquiferi sub alvei (Nervia, Roia), oltre a sorgenti sottomarine. Sono presenti, in corrispondenza di livelli pelitici, diverse sorgentelle con portate molto ridotte, spesso non perenni. La più significativa è la Fontana del Carmelo che sgorga (Vallone Seborrino sopra Camporosso) in corrispondenza di una grande lente argillitica che sottende i conglomerati pliocenici. La sorgente, perenne, ha una certa costanza dei caratteri chimico-fisici: temperature tra 14,5 e 15,4 °C, conducibilità specifica tra 420 e 520 microSiemens/cm, la facies è bicarbonato alcalino-terrosa (con dominanza del catione calcio) pur con contaminazioni evaporitiche (solfati e cloruri), mentre la presenza di nitrati sembra indicare lo scarso potere di auto depurazione dell’acquifero conglomeratico. Un’altra piccola sorgente stagionale sul M. delle Fontane, la Fonte Luigi, presenta caratteri simili alla precedente, leggermente meno mineralizzata (conducibilità sp. 410-450 mS/cm; durezza totale ca. 24 °francesi; solfati 60-80 parti per milione). Dati che sembrano essere generalizzabili per tutte le acque ipogee di tipo carsico dell’area. Caratteristiche geomorfologiche (carsismo) Carso di tipo mediterraneo caldo.
Morfologie paracarsiche (avvallamenti doliniformi: M. Caria). Grandi falesie con cavernoni e litogen. anche in prossim. dell' esterno
Copertura vegetale e uso del suolo (ambiente) Macchia mediterranea più o meno degradata, boscaglie di pino d'Aleppo e di pinastro (queste ultime in corso di distruzione). Boscaglie di roverella.
Ai margini, attività di floricoltura, oliveto e vigneto.
Caratteristiche geolitologiche Conglomerati poligenici del Pilocene medio - inf.. Marginalmente argille e sabbie del Pliocene inf. Altre caratteristiche Degrado marcato a causa degli incendi.
Interesse paesaggistico e panoramico rilevante
Reperti preistorici (Barma Arabica)
Bibliografia BONI A., BONI P.,PELOSO G.F., GERVASONI S. (1984)- Nuove osservazioni sui lembi pliocenici dal confine di Stato a Capo Sant’Ampelio (Alpi Marittime). Atti Ist. Geol. Univ. Pavia, 30 (2): 246-309.
BONI P., PELOSO G. F. (1973)- I lembi pliocenici della Liguria occidentale da Terzorio al confine italo-francese. Atti Ist, Geol. Univ. Pavia, 25: 112-142.
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Comunità montana INTEMELIA
Compilatori Gilberto Calandri; informatizzazione Luigi Perasso

Grotte conosciute in quest'area: 17


723 POZZO DI FASCIAE SV.R.24 SV.PL.13 ES.0 P.14 wgs84: 43.82603917N 7.61646359E Q.
724 VORAGINE DI CIAIXE SV.R.140 SV.PL.101 ES.0 P.51 wgs84: 43.81968606N 7.61971908E Q.
725 POZZETTO DEL MONTE CARIA SV.R.17 SV.PL.12 ES.0 P.9 wgs84: 43.82133606N 7.61470697E Q.
726 CAVERNONE I DI ROVERINO SV.R.45 SV.PL.45 ES.60 P.44 wgs84: 43.805672222222N 7.5998305555556E Q.170
727 CAVERNONE II DI ROVERINO SV.R.17 SV.PL.13 ES.0 P.10 wgs84: 43.80565732N 7.59890797E Q.
728 CAVERNONE III DI ROVERINO SV.R.22 SV.PL.20 ES.0 P.13.05 wgs84: 43.80700747N 7.5988764E Q.
729 CAVERNONE IV DI ROVERINO SV.R.46 SV.PL.43 ES.0 P.16 wgs84: 43.80719053N 7.59912076E Q.
730 CAVERNONE V DI ROVERINO SV.R.10 SV.PL.10 ES.0 P.15 wgs84: 43.80755057N 7.59911234E Q.
731 CAVERNONE VI DI ROVERINO SV.R.9 SV.PL.8 ES.0 P.2 wgs84: 43.80784292N 7.58630014E Q.
732 CAVERNONE VII DI ROVERINO SV.R.23 SV.PL.21 ES.0 P.10 wgs84: 43.8080891N 7.59897543E Q.
838 RISORGENZA DELLA GIACHEIRA SV.R.6 SV.PL.5 ES.0 P.2 wgs84: 43.94700406N 7.6430686E Q.
839 CAVERNONE IX DI ROVERINO SV.R.22 SV.PL.20 ES.0 P.8.05 wgs84: 43.81032714N 7.59792846E Q.
1180 TANA DEI NERI SV.R.6 SV.PL.6 ES.0 P.1.05 wgs84: 43.83217945N 7.60313798E Q.360
1181 GROTTA SGARBA SV.R.9 SV.PL.9 ES.0 P.0 wgs84: 43.7932049N 7.62629508E Q.170
1182 POZZO DI ROCCA SGARBA SV.R.32 SV.PL.23 ES.0 P.10 wgs84: 43.79303235N 7.6269205E Q.150
1183 CAVERNETTA PRESSO ROCCA SGARBA SV.R.9 SV.PL.9 ES.0 P.2 wgs84: 43.7937345N 7.62541288E Q.180
1184 BARMA DEL MONTE DELLE FONTANE SV.R.12 SV.PL.12 ES.0 P.2 wgs84: 43.81521661N 7.60017646E Q.280